Macron riceve il premier canadese Carney a Saint-Pierre e Miquelon: la Francia rilancia la sovranità nel Nord Atlantico

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SAINT-PIERRE — Tre isole di roccia e nebbia nel Nord Atlantico, meno di seimila abitanti, un porto di pescherecci a 25 chilometri dalla costa di Terranova. È qui, nell’ultimo lembo di Francia d’America, che Emmanuel Macron è arrivato sabato per una visita di tre giorni: nessun presidente francese metteva piede a Saint-Pierre e Miquelon da oltre un decennio — l’ultimo fu François Hollande, nel dicembre 2014.Ma il vero appuntamento è oggi. Macron riceve sull’arcipelago Mark Carney, il primo ministro canadese: mai, riferisce France 24, un capo di governo di Ottawa aveva visitato queste isole, territorio francese incastonato nelle acque del Canada. Un vertice in miniatura, su uno scoglio, che i due governi presentano come «dimostrazione di unità e rispetto reciproco».L’agenda ufficiale parla di sovranità marittima, presenza geostrategica nel Nord Atlantico, pesca ed energia. Il comunicato diffuso da Ottawa il 13 settembre aggiunge aerospazio, minerali critici e tecnologie avanzate — quantistica, satelliti, supercalcolo. «Canada e Francia condividono più di un confine», ha detto Carney nell’annuncio. «Condividiamo una storia, valori comuni e un impegno risoluto a costruire un mondo più sicuro e prospero».Il segnale a WashingtonIl destinatario del messaggio, però, non sta né a Parigi né a Ottawa: sta a Washington. Il vertice arriva mentre Carney sposta la politica estera canadese verso l’Europa, in un clima di tensioni crescenti con gli Stati Uniti di Donald Trump. Premier dal marzo 2025, l’ex banchiere centrale volò da Macron a Parigi e da re Carlo III a Londra pochi giorni dopo il giuramento — prima ancora di qualunque passaggio alla Casa Bianca.La linea non è mai stata nascosta. A settembre, davanti al Parlamento europeo, Carney ha detto che Europa e Canada non sono «alleati del bel tempo», criticando apertamente i metodi di Trump. E si è spinto oltre: si è detto pronto a dire a Vladimir Putin di «andarsene dall’Ucraina» se la Russia fosse mai riammessa al G20, il forum delle venti maggiori economie da cui Mosca è esclusa di fatto dal 2022.Perché allora incontrarsi proprio qui, e non a Parigi o a Ottawa? Perché la geografia, stavolta, è il messaggio. «Anche il luogo in sé è simbolico. È proprio davanti alla costa di Terranova», spiega a Global News Diya Jiang, ricercatrice di scienze politiche tra la McGill di Montreal e l’Università di Calgary. «Il Canada geograficamente è lontano dall’Europa, ma questo mostra che siamo più vicini di quanto pensiate».Per Macron, il viaggio è anche un gesto verso i territori d’oltremare, spesso in coda alle attenzioni di Parigi. Saint-Pierre e Miquelon vive di pesca e di sussidi, e da anni chiede alla madrepatria infrastrutture e collegamenti. Undici anni senza un presidente sono un’assenza che pesa, su isole dove tutti si conoscono per nome.L’Eliseo, alla vigilia, ha definito l’arcipelago «centrale nella Francia di oggi». Una formula curiosa per tre isole di seimila anime a quattromila chilometri da Parigi — ma è proprio la sproporzione a dire tutto: quando due potenze atlantiche vogliono parlarsi alle spalle di Washington, anche uno scoglio nella nebbia diventa un centro del mondo.