Usa, Trump: «Sto per creare la Forza per l’IA, simile alla Forza Spaziale del 2019»

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Donald Trump rilancia sulla corsa americana all’intelligenza artificiale e annuncia la creazione di una nuova struttura federale, la cosiddetta “AI Force”, modellata sulla Space Force istituita durante il suo primo mandato. L’annuncio, affidato a un messaggio pubblicato sul suo social Truth, arriva mentre alcuni dei principali protagonisti dell’industria tecnologica statunitense, solo pochi giorni fa, chiedevano al contrario, di rallentare lo sviluppo dei sistemi più avanzati e di introdurre controlli più severi.«Per questo scopo sto formando la AI Force, proprio come ho fatto con la Space Force, che è stata un enorme successo nel mio primo mandato», ha scritto il presidente. Trump ha inoltre annunciato la prossima nomina di un “AI czar”, precisando che per l’incarico  «solo persone con un alto quoziente intellettivo» dovrebbero presentare la propria candidatura. Il progetto resta tuttavia privo, per ora, di dettagli operativi. Non è chiaro se la nuova struttura avrà funzioni militari, di supervisione amministrativa, di contrasto agli abusi o di coordinamento tra agenzie federali. Secondo le prime ricostruzioni, la Casa Bianca non avrebbe indicato né il bilancio né la collocazione istituzionale della futura “Forza per l’IA”. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nella strategia con cui Trump intende mantenere gli Stati Uniti davanti alla Cina nella competizione tecnologica. Il presidente ha definito l’intelligenza artificiale la prossima grande rivoluzione industriale, sostenendo che potrebbe arrivare a rappresentare fino al 25% del prodotto interno lordo statunitense. Nello stesso messaggio ha assicurato che Washington non ostacolerà la crescita dell’industria, ma la «proteggerà» e la «sorveglierà» mentre continuerà a espandersi.Il tono dell’annuncio si pone però in netto contrasto con gli allarmi lanciati nei giorni scorsi da alcuni tra i più influenti dirigenti del settore. In una rara convergenza tra rivali, l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, il numero uno di OpenAI, Sam Altman, Elon Musk e il presidente di Google DeepMind, Demis Hassabis, hanno sostenuto la necessità di rallentare lo sviluppo dei modelli di frontiera.Amodei ha chiesto un “rallentamento globale” del ritmo di avanzamento dell’intelligenza artificiale, sostenendo che la prevenzione dei rischi non riesce più a tenere il passo con la crescita delle capacità dei sistemi. La sua proposta prevede, tra l’altro, l’accesso di valutatori indipendenti ai laboratori e alle procedure interne di sicurezza. Altman ha dichiarato di condividere l’idea di “dare un ritmo” allo sviluppo dei modelli più potenti, mentre Musk ha risposto con una formula secca: «Dario ha ragione». Il timore espresso dai dirigenti non riguarda soltanto scenari astratti di lungo periodo. Amodei ha avvertito che sistemi autonomi sempre più sofisticati potrebbero, in tempi relativamente brevi, acquisire capacità difficili da monitorare e utilizzare agenti capaci di operare su larga scala in rete. Le preoccupazioni sono state alimentate anche da episodi recenti in cui sistemi automatici sperimentali hanno mostrato capacità di penetrare infrastrutture digitali durante test controllati. La convergenza, per quanto insolita, non è stata completa. Mark Zuckerberg ha preso le distanze dall’ipotesi di un rallentamento coordinato, sostenendo che spetta a ciascuna azienda garantire la sicurezza dei propri prodotti. Anche Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha espresso una posizione più favorevole all’accelerazione dello sviluppo, mentre esponenti vicini all’amministrazione Trump hanno accusato i grandi gruppi tecnologici di utilizzare la sicurezza come strumento per consolidare il proprio vantaggio sul mercato. Trump ha invece respinto gli allarmi definendoli una “bufala” e ha ribadito che l’intelligenza artificiale necessita soprattutto di una leadership «forte e intelligente», più che di nuovi vincoli regolamentari. Al tempo stesso, il presidente ha sostenuto che eventuali condotte illecite potranno essere affrontate attraverso gli strumenti già esistenti del diritto penale e civile.