È caccia agli eventuali istigatori del 13enne che ha accoltellato la professoressa di una scuola media di Roma a Centocelle. I carabinieri hanno eseguito d’iniziativa la copia forense del suo cellulare e verificano l’uso della carta di credito dei genitori utilizzata per acquistare i coltelli. Gli investigatori stanno passando al setaccio contatti, chat e attività online del ragazzo per ricostruire le ore precedenti all’aggressione e accertare se qualcuno possa averlo spinto o incoraggiato ad agire. Sotto esame anche il profilo social aperto dal 13enne, seguito da quattro contatti, e la diretta avviata poco prima dell’accoltellamento. L’aggressione in diretta TelegramSono inoltre in corso verifiche sulla videochiamata Telegram alla quale, secondo la ricostruzione investigativa, il giovane sarebbe stato collegato durante l’aggressione. In un video di 2 minuti e 53 secondi pubblicato dal sito ‘watchpeopledie.tv’ viene mostrata la preparazione dell’aggressione avvenuta dentro ai bagni della scuola media Verga di Centocelle. I militari stanno cercando di identificare i partecipanti e di stabilire se abbiano avuto un ruolo nella vicenda. L’aggressione sarebbe stata pianificata nel tempo. Prima di entrare in classe, il ragazzo avrebbe pubblicato sui social un messaggio con un conto alla rovescia: “-5 hours”. Interpretato come un possibile e macabro countdown. Una volta arrivato all’istituto Giovanni Verga, si è nei bagni dove ha indossato un casco con il telefono fissato sulla parte superiore per riprendere la scena: le immagini girate in prima persona dalla prospettiva della telecamera fissata sul casco lo mostrano estrarre due coltelli da sub nasconderli nei pantaloni, uno agganciato alla cintura e l’altro impugnato prima di entrare in azione. Poi mostra alle telecamere gli occhiali da soft air, che ha dichiarato di aver acquistato online, e impugna lo spray urticante nella mano sinistra prima di uscire dai bagni, imboccare il corridoio e dirigersi verso la classe. Appena entrato in aula estrae una delle lame, si dirige verso l’insegnante e spruzza lo spray urticante durante attimi di paura e concitazione anche da parte dei suoi compagni. La professoressa Isabella Marsilio, 66 anni, è stata ferita con tre coltellate sotto l’ascella. Soccorsa dal 118, è stata trasportata in codice giallo all’ospedale Vannini, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di sette giorni. Per l’insegnante, stimata da colleghi e studenti, quello in corso è l’ultimo anno di servizio prima della pensione. Della vicenda è stata informata la Procura per i minorenni di Roma. Il giovane ricoverato al Policlinico Umberto IIl giovane non è imputabile penalmente secondo la legge italiana. Attualmente è ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria Infantile e Disturbi del Neurosviluppo del Policlinico Umberto I di Roma. Il Tribunale per i minori ha comunque aperto un’istruttoria e valuta l’avvio di una procedura civile per l’adozione di misure rieducative. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri e ai servizi sociali del Municipio, chiamati a ricostruire il contesto familiare e personale del minore. Tra le misure al vaglio dei magistrati l’affidamento ai servizi sociali, prescrizioni e percorsi educativi attraverso attività sportive, artistiche o laboratoriali, oltre a eventuali percorsi psicologici. Potrebbe essere valutato anche il collocamento temporaneo in una comunità educativa, qualora il contesto familiare o ambientale fosse ritenuto non adeguato. Da sabato intanto il profilo Facebook della professoressa non è più visibile. L’insegnante aveva come immagine di copertina una foto di Giorgio Almirante ed era stata bersagliata da numerosi insulti comparsi nei commenti dopo l’aggressione. Ora, accedendo alla sua pagina, compare il messaggio: “Questo contenuto non è al momento disponibile”. La piattaforma precisa che potrebbe essere stato “modificato l’accesso o eliminato”. Sul caso è tornato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che a Pontida Giovani ha annunciato che lo studente di origini congolesi che ha bloccato il compagno venerdì sarà premiato al ministero “per aver salvato la professoressa”. Valditara ha chiesto l’aiuto delle famiglie contro i “delinquenti” del “web” in grado di ‘stregare’ le menti più giovani con “siti in cui si insegna ad uccidere e si stimolano scelte estreme come buttarsi l’alcol e la benzina addosso per auto incendiarsi”. Sul tema sicurezza negli istituti scolastici il ministro ha detto che i metal detector all’ingresso non sono da soli un rimedio sufficiente ma ha anche rivendicato l’azione del Governo sul tema: in 4 mesi i metal detector mobili delle forze di polizia sono stati utilizzati, su richiesta delle scuole e dei presidi, “in 276 istituti” con “2.828 interventi e decine di sequestri di armi improprie, addirittura una scimitarra”, ha concluso.Questo articolo Prof accoltellata a Roma, caccia agli istigatori del 13enne su social e web proviene da LaPresse