Nella lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha parlato della sua esperienza decennale alla guida dell’Arcidiocesi di Milano, non nascondendo anche la spiacevole sensazione di “essere ascoltato dappertutto” ma anche di “essere irrilevante dappertutto”. Delpini si è soffermato su diversi temi, dalla sicurezza al costo della vita in città. Milano Quotidiano ne ha parlato con Pietro Bussolati, consigliere regionale del Pd. L’INTERVISTAL’arcivescovo Delpini ha dichiarato: «Ho avuto l’impressione di essere ascoltato dappertutto. Ho avuto anche l’impressione di essere irrilevante dappertutto». Che effetto le fa questa frase?La frase sulla solitudine l’ho trovata potentissima. È un problema molto diffuso. Tante persone si sentono irrilevanti, e il Cardinale interpreta, a parer mio, un sentimento dei tempi in cui le persone si sentono sole. Il cardinale nelle sue parole vorrebbe far tornare protagoniste le persone. L’amministrazione, nei prossimi 5 anni, dovrà trovare modalità concrete per coinvolgere la società in termini ampi, coinvolgendo anche i più ricchi. L’arcivescovo sostiene che Milano debba “ringiovanire”, combattere la solitudine, rendere sostenibile vivere in città e affrontare quella che definisce la “scandalosa ricchezza dei ricchi e povertà dei poveri”. È, secondo lei, un’agenda compatibile con quella del centrosinistra?Con la premessa che bisogna avere rispetto delle parole del Cardinale, dobbiamo ispirarci alle sue frasi per la nostra agenda. Dobbiamo colmare le disuguaglianze, con servizi pubblici efficienti, con la città pubblica che deve crescere in modo efficiente, almeno quanto è cresciuta la città sul lato privato. Delpini ha parlato anche del tema della sicurezza, sostenendo di avere “il sospetto che la narrazione di Milano sia organizzata per diffondere paura e sfiducia”, pur riconoscendo che fatti gravi possono accadere. Lei condivide questa lettura?Secondo me il tema dalla sicurezza va di pari passo col sentirsi soli. Spesso i cittadini si sentono abbandonati, sia nei servizi pubblici sia nella presenza delle forze dell’ordine nei quartieri. Non si tratta solo di forze repressive, ma questo riguarda anche la capacità di migliorare i quartieri, di andare a trovare le persone anziane per portare aiuti, soprattutto nei periodi più freddi, e di migliorare la genitorialità.E’ possibile per il centrosinistra parlare di questo tema senza inseguire la destra sul suo terreno e, contemporaneamente, senza minimizzare le paure dei cittadini?Io credo che la sicurezza sia una priorità assoluta nella chiave di dare protezione ai cittadini, in presenza dello stato. La nostra posizione è ben lontana da quella della destra, che ha come unico elemento quello di riportare fatti di cronaca, come se questo risolvesse il problema. Dobbiamo preoccuparci meno della narrazione e di più nel dare risposte per affrontare il problema.Il tema della casa è una delle grandi questioni sociali della Milano di oggi. Se dovesse indicare una sola misura che il prossimo sindaco dovrebbe adottare per rendere Milano più accessibile a chi lavora, quale sarebbe?Secondo me c’è un segmento su cui bisogna puntare su cui abbiamo già fatto delle politiche in questi anni. penso al lavoro sul canone concordato iniziato nell’assessorato di Maran. Quel segmento riguarda i lavori quotidiani nell’economia pubblica, quindi dipendenti, che fanno fatica ad accedere al mercato libero, ma al tempo stesso non riescono ad entrare nelle liste di edilizia popolare. Servono poi iniziative come il Pdl che sta sviluppando la mia collega Carmela Rozza, che presenteremo in Regione. Dobbiamo offrire soluzioni alla classe media che ha bisogno, dobbiamo riuscire ad offrire case a prezzo agevolato.L'articolo Bussolati (Pd) : «Da Delpini parole potentissime, Milano deve colmare le disuguaglianze” proviene da Nicolaporro.it.