Qui al bar sapevamo che Sydney Sweeney ha buoni geni e bei jeans. Adesso scopriamo che se li è tolti. L’attrice americana, sospettata di simpatie trumpiane, ha posato nuda per la campagna di una nota società di scommesse Usa, Novig: negli scatti di “Just Sports”, le sue grazie sono coperte solo da palloni e altra attrezzatura di varie discipline sportive. Sexy, provocatoria, bellissima. Ma a certe atlete non è andata giù: l’australiana Ariarne Titmus si è schierata contro la sessualizzazione del corpo femminile nello sport e a lei si sono unite altre campionesse, da Amy Hunt a Gracie Kramer, da Lani Pallister e Bree Rizzo a Tilly Kearns. Le professioniste preferiscono mostrare corpi sotto sforzo durante le prestazioni agonistiche, anziché le forme generose e sensuali esibite dall’ammiccante Sydney. Ci può stare, per carità. Non vogliamo nemmeno evocarne l’invidia: parliamo di grandi atlete, tutte stupende. Al bar, però, cominciamo a preoccuparci: dobbiamo sentirci in colpa se guardiamo queste sportive anche, appunto, per la loro bellezza? Dobbiamo considerarci in difetto se l’estetica di un Cristiano Ronaldo ci interessa solo sul piano della performance, mentre quella di una Simona Quadarella (per citare la più grande italiana del momento) ci garba anche per ragioni più pruriginose? Lo domandiamo, perché alle ultime competizioni di atletica era scattato persino il nuovo vademecum per le inquadrature: evitare primi piani su gambe larghe e sederi scolpiti… Possibile che nella società che ha liberalizzato i costumi, dobbiamo maturare queste nevrosi nei confronti del desiderio sessuale? Ci saranno donne alle quali piaceranno i calciatori e uomini ai quali piaceranno le pallavoliste, non solo per i brillanti risultati nelle rispettive discipline. E allora? È peccato? Forse. Ma da quando le femministe sono diventate come i preti?Il Barista, 15 settembre 2026L'articolo Sentitevi in colpa se vi piace la figa proviene da Nicolaporro.it.