Lituania, caccia italiani della Nato abbattono un drone entrato dalla Bielorussia: è caduto vicino a Kaunas

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VILNIUS — Due Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica militare italiana, decollati dalla base di Šiauliai, hanno abbattuto poco dopo la mezzanotte locale (le 23 di lunedì in Italia) un drone entrato nello spazio aereo lituano dalla Bielorussia. Il velivolo è precipitato in una zona rurale presso il villaggio di Pratkūnai, sulle rive del lago di Kaunas, nel centro del Paese, riferisce la radio pubblica LRT citando il centro nazionale di gestione delle crisi. Ad annunciare l’abbattimento è stato il presidente lituano Gitanas Nauseda: «Un drone appena entrato nello spazio aereo lituano è stato distrutto dai caccia della Nato».È la prima volta che un drone viene abbattuto sui cieli della Lituania dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. «Con la Russia che intensifica la sua aggressione contro l’Ucraina, una simile prontezza è vitale per la nostra regione», ha aggiunto Nauseda. Il ministero della Difesa di Vilnius ha confermato che a sparare sono stati i piloti italiani, ringraziati per la «risposta rapida e responsabile». Il tipo di drone non è stato divulgato e l’origine non è accertata; la rotta d’ingresso, quella sì, è chiara: la Bielorussia.Perché a difendere i cieli lituani sono caccia italiani? Perché i tre Paesi baltici non possiedono un’aviazione da combattimento propria: dal loro ingresso nella Nato, nel 2004, la sorveglianza aerea è affidata a turno agli alleati, nella missione di polizia aerea che ha base proprio a Šiauliai. Ai residenti della zona le autorità avevano chiesto di individuare un luogo sicuro in caso di allerta rossa. «Il miglior esempio di unità e determinazione alleata in azione», ha scritto su X il ministro degli Esteri lituano Kestutis Budrys.Un settembre di allarmiL’abbattimento chiude giorni di nervi tesi. Domenica 13 l’aeroporto di Vilnius aveva sospeso il traffico per 38 minuti — due voli dirottati su Kaunas, uno rientrato a Varsavia — per un oggetto sospetto che si è poi rivelato uno stormo di uccelli. Ma quella stessa mattina, alle 4, i radar presso Varėna, nel sud del Paese, avevano tracciato per una ventina di minuti un oggetto non identificato in volo per 60-70 chilometri verso Kaliningrad, l’exclave russa sul Baltico. Probabilmente un drone, secondo il capo del centro crisi Vilmantas Vitkauskas: fuga di rotta, contrabbando o ricognizione ostile. Solo a settembre, nei cieli lituani sono stati registrati 22 droni dei contrabbandieri.Intanto, sull’altra sponda del Baltico, domenica i militari polacchi hanno recuperato un drone sulla spiaggia di Rusinowo, presso Jarosławiec: per il ministro della Difesa di Varsavia, a un primo esame, è un velivolo militare di origine russa.La partita vera si gioca proprio su questa ambiguità: in cieli attraversati ogni settimana da droni di contrabbandieri, ogni traccia radar può essere un trafficante o un ricognitore, e distinguere in tempo reale è quasi impossibile. La risposta di questa notte dice che l’Alleanza ha smesso di provarci: ciò che entra senza permesso viene abbattuto.Non era scontato. A maggio un caccia della Nato aveva distrutto un drone — ucraino, in quel caso — sui cieli dell’Estonia: era la prima intercettazione di un velivolo straniero nei Baltici dall’invasione del 2022, dopo anni in cui gli sconfinamenti segnalati da Vilnius, Riga e Tallinn si chiudevano con una nota di protesta. Allora sembrò un’eccezione. Quattro mesi dopo, sul lago di Kaunas, è diventata la regola.