“Le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano, allargando disparità sociali ed economiche già in essere”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lancia l’allarme dopo lo stop annunciato dai colossi Big Tech americani allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Scrivendo a Papa Leone XIV in occasione del suo compleanno, il capo dello Stato sottolinea che “attraversiamo un frangente storico complesso e inquieto. La minaccia, quando non l’uso, della forza torna a prevalere, mentre spregio delle regole, crescenti iniquità e molteplici conseguenze funeste del cambiamento climatico sono causa di sofferenze per tanti innocenti”, aggiunge, citando l’enciclica Magnifica Humanitas del Pontefice. Il tema è caldo, tanto che anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rilancia il suo intervento all’ultimo G7 di Évian-les-Bains, durante il confronto a porte chiuse tra i leader europei, pubblicato dalla Stampa. La premier chiede regole condivise a livello mondiale e mette in guardia: “Siamo disposti a concordare standard globali vincolanti per la tracciabilità dei contenuti generati da AI, o lasciamo che il mercato decida da solo cosa debba contare come vero? Abbiamo bisogno di una bussola morale per non perderci e questa bussola non può che essere un ‘umanesimo tecnologico’ con l’uomo, i suoi diritti e i suoi bisogni, al centro”. “Ma l’umanesimo tecnologico non può rimanere un manifesto filosofico. Deve farsi azione politica. Se la verità è minacciata dalla post-verità, se l’algoritmo rischia di esautorare l’intelletto, se la macchina rischia di sostituire il lavoratore a tutti i livelli, abbiamo il compito di tracciare e difendere i confini di questa sovranità umana”, aggiunge Meloni, chiedendo “un impegno comune che possiamo declinare su tre linee di faglia cruciali”, a partire dalla “dignità del lavoro. Per la prima volta nella storia, la macchina non allevierà semplicemente la fatica dell’uomo, ma c’è il rischio che lo privi del suo lavoro, della sua utilità sociale e della sua stessa identità”, mentre “il valore non scompare: si concentra nelle mani di un ristretto numero di soggetti. Si verticalizza”. A questo si aggiunge la irresponsabilità nel controllo degli AI Agent e “la tutela dei dati e della persona attraverso la certezza dell’identità digitale”, chiude Meloni, che sembra incassare la convergenza del primo ministro canadese Mark Carney, sostenitore della creazione di un “organismo globale per la stabilità tecnologica”, incaricato di supervisionare l’intelligenza artificiale “sulla falsariga del Financial Stability Board”.L’Onu avverte: “Può colpire al cuore le democrazie”E non è un caso che anche l’Onu sottolinei come “i fallimenti che coinvolgono sistemi di intelligenza artificiale – per non parlare di sistemi deliberatamente progettati in tal senso – potrebbero paralizzare i servizi essenziali, frammentare le comunicazioni, destabilizzare le infrastrutture critiche e colpire al cuore stesso delle istituzioni democratiche”, scrive l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, agli Stati e alle aziende leader a livello mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale, esortandoli ad agire con urgenza per garantire che una governance efficace dell’IA tenga il passo con il suo rapido sviluppo e con i rischi senza precedenti per i diritti umani.Questo articolo AI, allarme di Mattarella: “A rischio la centralità dell’uomo”. Meloni: “Servono regole globali” proviene da LaPresse