Un codice rosso per Valter Lavitola. E un avvertimento a Sigfrido Ranucci: «I figli non si toccano, non nomini più mio figlio che è anche un minore». Natalia Potenza lo dice al Giornale, che scrive anche che la moglie dell’imprenditore lo ha denunciato per violenze (psicologiche?) su di lei e sul figlio. E che per lei sarebbe scattato il codice rosso. Ovvero la procedura per proteggere le vittime di violenza di genere. Non ci sono conferme però sulla questione, sollevata anche da Massimo Giletti a Non è l’Arena. Intanto c’è un prelievo curioso effettuato da Lavitola nei giorni precedenti all’attentato a Campo Ascolano. Effettuato dall’azienda dei carbon credit. Per il quale l’imprenditore incassava fino a 44 mila euro al mese.Natalia Potenza, il figlio e RanucciDel figlio minore di Valter Lavitola e Natalia Potenza aveva parlato per primo proprio Ranucci, che aveva motivato così la sua amicizia con l’ex editore de L’Avanti. All’inizio di luglio l’ex conduttore di Report spiegava di aver provato «un certa tenerezza per questo padre di un figlio con autismo. Lo misi in contatto con la mia figlia psicologa per un possibile aiuto». La frase aveva colpito perché riguardava la salute di un minore e c’erano perplessità riguardo la correttezza deontologica dietro l’affermazione. I giornali avevano scritto che Lavitola aveva detto dopo di essere addolorato con Ranucci perché «ha usato la malattia di mio figlio per raccontare la nostra amicizia». Successivamente invece Potenza aveva ridimensionato l’intervento di Ranucci sulla storia della malattia del bambino. Sostenendo che la figlia di Ranucci non fosse mai intervenuta per diagnosi o aiuti vari. La lite tra Potenza e RanucciRanucci aveva risposto ricordando di poter mostrare i messaggi che si erano scambiati gli interlocutori riguardo la vicenda. Ora arriva lo stop di Natalia. Che nei giorni scorsi aveva mandato altri messaggi al giornalista attraverso i giornali. Sostenendo che fosse «un bugiardo e un porcone», parlando di Maria Rosaria Boccia e mostrando il messaggio ricevuto dalla collaboratrice di Ranucci Laura Cianfoni. E parlando anche di denunce per calunnia e diffamazione che sembravano avere scarse, se non nulle, basi fattuali.Luglio 2025Intanto Il Fatto Quotidiano scrive che a luglio 2025 Lavitola aveva prelevato 5 mila euro in contanti da una ditta finanziata dai suoi soci del carbon credit. In quegli stessi mesi il Cefalù Bistrò non ha avuto introiti delle stesse dimensioni. E a ottobre 2025 – l’attentato a Pomezia si è verificato il 16 – Lavitola doveva fronteggiare le richieste di chiarimento dei soci sui soldi. Perché tra luglio e settembre aveva effettuato prelievi in contante in media per 3.200 euro al mese. Mentre altri soldi finivano sul conto della Fa Pty, da un broker internazionale di pesce (con cui era in affari già prima dell’arresto per la tentata estorsione a Berlusconi). Lavitola ha preso soldi per effettuare acquisti sul conto della Fa Pty, da un broker internazionale di pesce (con cui era in affari già prima dell’arresto per la tentata estorsione a Berlusconi).Il carbon credit e i 44 mila euroLibero invece prima di tutto fa sapere che per la denuncia per maltrattamenti Potenza è stata sentita in procura insieme a diversi testimoni. Mentre a marzo 2026 Lavitola ha concluso con Neutralia, socia nell’affare dei carbon credit, un «accordo di risoluzione consensuale e regolazione dei rapporti pendenti». Neutralia si impegna a versare 400 mila euro, in nove rate mensili da circa 44 mila euro, tra aprile e dicembre 2026, quale «investimento residuo», secondo le indicazioni di Lavitola, anche «a favore di società coinvolte nello sviluppo dell’operazione» o per rimborsi spese sostenute da collaboratori.Neutralia e l’accordo con LavitolaA questo diritto corrisponde però l’obbligo per lo stesso Lavitola di rimborsare alle controparti ben 1,8 milioni di euro (cifra determinata «in misura forfettaria») entro il 30 giugno 2027, «un importo pari alle somme complessivamente versate da Neutralia a titolo di investimento». Il contratto le riconosce anche un «corrispettivo variabile» pari al 25 per cento del «ricavato netto» che verrà realizzato attraverso la monetizzazione dei carbon credit generati dalle concessioni già acquisite.In sostanza Neutralia esce dalle partecipazioni e dalla gestione dell’operazione, ma conserva un diritto su un quarto dei suoi futuri risultati economici. Lavitola dovrebbe incassare tale somma dalla cessione dei carbon credit o delle stesse attività africane. In vista di tale restituzione il faccendiere «si impegna a trasmettere a Neutralia, con cadenza almeno trimestrale […] un report scritto sullo stato di avanzamento dell’operazione, sulle trattative in corso e sulle prospettive di realizzo».L'articolo Lady Lavitola: la denuncia per maltrattamenti e il messaggio a Ranucci: «I figli non si toccano» proviene da Open.