Brie ritirato per rischio Listeria, tutti i lotti coinvolti

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Due nuovi alimenti a base di formaggio ritirati dal mercato italiano per rischio Listeria: si tratta di forme di brie da 1 kg provenienti dalla Francia e di confezioni Brie e speck da 90g prodotte in provincia di Parma con il formaggio francese. Lo riferisce il sito del ministero della Salute.Il richiamo del brieIl dicastero di Lungotevere Ripa segnala il richiamo da parte dell’operatore di un lotto di brie distribuito Bayernland Srl e prodotto da Sasu Pâturages Comtois nello stabilimento di Aboncourt-Gesincourt, in Francia (a marchio FR 70.002.001 CE). Il motivo indicato sull’avviso è un potenziale rischio microbiologico dovuto a Listeria monocytogenes. Il prodotto ha il numero di lotto BXCG1 e il termine minimo di conservazione 20/09/2026.E quello delle confezioni con lo speckStessa misura per un lotto di speck e brie in vassoio a marchio Re di Sapori di Migross: il problema è legato al rischio Listeria nel brie fornito da Bayernland e prodotto da Sasu Pâturages Comtois. Il lotto di produzione è F262190143 e lo stabilimento è il Prosciuttificio San Michele di Traversetolo (Parma), mentre la scadenza è 26/09/2026.Si invita chiunque abbia acquistato prodotti dei lotti sopra indicati a non consumarli e a restituirli al punto vendita per la sostituzione o il rimborso. In caso di consumo o sintomi sospetti, l’avviso indica di contattare il proprio medico. Ma di che sintomi parliamo?I sintomi di listeriosiLa listeriosi può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione, a quella invasiva o sistemica, che nei casi più gravi può portare all’insorgenza di meningiti, encefaliti e gravi setticemie. Nelle forme sistemiche l’incubazione può protrarsi anche fino a 70 giorni.Che cos’è la Listeria e gli alimenti a rischioLa Listeria à un batterio patogeno Gram-positivo diffuso nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. La sua capacità di crescere e riprodursi a temperature molto variabili (sino a 45°C), nonché la sua capacità di tollerare ambienti salati e pH acidi lo rendono molto resistente, come ricorda l’Istituto superiore di sanità.La Listeria può crescere nell’alimento contaminato fino a raggiungere concentrazioni tali da causare un’infezione nell’uomo. Per questo rappresenta un pericolo per i prodotti pronti al consumo (come è già accaduto questa estate con l’insalata di riso) e quelli con una lunga vita commerciale mantenuti a temperature di refrigerazione. Gli alimenti principalmente associati alla listeriosi comprendono: pesce affumicato (es. salmone), prodotti a base di carne (paté di carne, hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie), formaggi a pasta molle come il brie, formaggi erborinati, formaggi poco stagionati; vegetali preconfezionati e latte non pastorizzato.Questo articolo Brie ritirato per rischio Listeria, tutti i lotti coinvolti proviene da LaPresse