C’era una volta il tradizionale lavoro in ufficio, in cui si entrava alle nove e si usciva alle sei di sera, in cui c’era una rigida separazione tra questioni private e lavoro. Oggi, invece, sempre più professionisti si ritagliano del tempo durante la giornata per sbrigare una commissione o per rispondere a messaggi personali senza per questo trascurare i propri impegni. Come rivela un report di Modern Workday 2026 di LiveCareer, condotto su 1.000 dipendenti in Italia, Germania, Francia e Spagna, quasi 6 lavoratori su 10 si occupano di questioni private durante l’orario lavorativo (il 29% lo fa tutti i giorni) e il 72%, quasi tre quarti degli intervistati, sostiene che queste piccole pause migliorano la loro produttività.Una pausa non significa meno lavoroSecondo lo studio, nel complesso il 97% dei lavoratori ritiene che questi stacchi siano utili o, nel peggiore dei casi, del tutto innocui. Questo significa che al giorno d’oggi, anziché considerare le attività non lavorative una distrazione che penalizza il rendimento, i lavoratori le vedono come un modo per mantenere la concentrazione. Staccare la spina per qualche minuto permette di resettare la mente, ricaricare le batterie e tornare operativi con ancora più energia. Una pausa occasionale non è più vista come tempo sottratto all’azienda, ma come un approccio più moderno per conciliare impegni professionali e vita privata, senza sacrificare il rendimento.Pause limitateIl tempo sottratto al lavoro è comunque limitato. Infatti, il 60% degli intervistati dedica alle questioni private al massimo un’ora al giorno, con un 31% che non supera le due ore. E in quei ritagli di tempo il 43% degli intervistati confessa di dedicarsi a telefonate e chat private, il 37% passa il tempo sui social, mentre il 35% si occupa di qualche commissione veloce.L'articolo Lavoro, 6 dipendenti su 10 si occupano di questioni private mentre sono in ufficio proviene da Open.