Indipendenza e autonomia, due termini diversi, due condizioni che devono crescere insieme

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Nei giorni scorsi, leggendo un testo inerente all’indipendenza delle persone con disabilità, mi sono resa conto che, spesso erroneamente, utilizzo in modo del tutto interscambiabile i termini “autonomia” e “indipendenza”.  Soffermandomi a riflettere, in base a quella che è la mia esperienza di persona con disabilità, sono giunta alla consapevolezza che ai due vocaboli va attribuita una netta differenza che determina importanti aspetti di riflessione.Per “autonomia” intendo la capacità di sapersi autogestire nelle attività della vita di tutti i giorni, come prendersi cura di sé; essere in grado di spostarsi e di viaggiare in modo autonomo; saper cucinare piatti semplici e tenere in ordine la casa. Più complesso, sempre secondo il mio giudizio del tutto opinabile, è, invece, il discorso legato all’”indipendenza”, concependola come libertà di pensiero e di giudizio; capacità di rapportarsi e relazionarsi con gli altri; essere in grado di saper gestire le situazioni e far fronte alle difficoltà che inevitabilmente ognuno di noi incontra lungo il percorso della vita.Seppur si ribadisce giustamente che non sussiste una vera diversità tra le persone senza e con disabilità, ritengo che l’autonomia e l’indipendenza, specialmente nelle persone con una disabilità motoria, come nel caso della sottoscritta, siano ambedue, in modo differente, importanti. Infatti, una persona può non essere autonoma dal punto di vista fisico, o in toto o in parte, ma può essere completamente indipendente in quanto in grado di saper gestire la propria vita. Ritengo quest’ultima capacità sia una tra le attitudini più importanti per ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione.Credo che, in generale, ci si focalizzi maggiormente sul raggiungimento dell’autonomia maggiore possibile delle persone con disabilità e meno sulla loro indipendenza. Non dico che sia un male, tutt’altro, portare una persona disabile a compiere le attività personali principali da sola, come, andare in bagno, vestirsi, mangiare, significa moltissimo, darle dignità; ma occorre lavorare anche per la sua indipendenza, per la conquista delle abilità sopracitate; le due devono andare di pari passo. Questa mia convinzione trova man forte nell’art. 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che, sancendo il diritto alla vita indipendente e l’inclusione nella società, ribadisce che le stesse persone disabili devono avere la possibilità di scegliere dove e con chi vivere, senza alcun obbligo.  Per garantire loro tale opportunità è necessario fare in modo che siano autonome non solo dal punto di vista motorio/fisico, ma anche “psicologico”, ossia appunto indipendenti.L’indipendenza, come sopra descritta, intesa come la libertà di pensiero, non è una conquista ardua solo per le persone disabili, ma per tutti. Senza peccare di presunzione, paragonandomi, in molte occasioni, a persone senza disabilità, a livello psicologico, mi sono sentita molto meno disabile io, in quanto capace di gestire meglio le situazioni.Per un discorso così complesso, quale è la differenza tra autonomia e indipendenza, non ho la velleità  di avere la verità in tasca, e pertanto, di non poter dare un contributo definitivo, per questo ho chiesto un parere al nostro collaboratore Luca Grecchi, esperto in materia, che mi ha fornito il seguente feedback:“Innanzitutto, ho apprezzato moltissimo il fatto che chiarisci bene i significati che attribuisci ai due termini, ossia, per sintetizzare, autonomia sul piano più “materiale” e indipendenza sul piano più “spirituale”. Tutti questi grandi concetti hanno una storia secolare, ma, soprattutto questi due, si prestano sicuramente ad un’interpretazione anche un po’ soggettiva, che nel tuo caso si svolge comunque in un alveo di significati accettati dalla tradizione. Condivido inoltre le due tesi di fondo che emergono, ossia che 1) tutti insistono molto sulla autonomia, ma, per una reale inclusione, l’indipendenza risulta ancora più importante (qualcuno ci può sostituire nel cucinare, ma nessuno ci può sostituire nel prendere una decisione che riguarda la nostra vita). 2) autonomia ed indipendenza andrebbero, ove possibile, perseguite insieme, sia in quanto l’una aiuta dialetticamente l’altra, sia in quanto gli esseri umani sono unità psicofisiche, quindi serve loro sia l’una che l’altra. Il principale appunto che potrebbero farti è che, in base all’etimologia, la tradizione attribuisce in maggioranza ai due termini significati un po’ differenti rispetto a quelli che tu elabori. Per “indipendenza” si intende infatti soprattutto il “non dipendere” da nessuno, mentre per “autonomia” si intende soprattutto l’essere “legge a sé stessi”, ossia il decidere con la propria testa. Non cambia granché per il tuo discorso, ma forse puoi aggiungere che sei consapevole di questo, e ciò nonostante attribuisci ai due termini il tuo significato”.