Caro Porro, ecco perché i giovani scelgono Vannacci

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Caro Porro,uno dei fatti incontrovertibili dell’essere umano è la paura di ciò che non si conosce. Ho letto spesso, in questi mesi, analisi pseudo politiche sul fenomeno Vannacci. Ammetto di mantenermi ancora in bilico, dall’appoggiare politicamente il centrodestra e quello di svoltare verso il partito del Generale.  Ma non è questo il punto. Il famoso e pluri utilizzato aforismo: “guardare il dito e non la luna”, calza alla grande.  Un altro amico lettore ha voluto paragonare il partito FN con il movimento delle sardine (due realtà differenti uno partito politico l’altro movimento) , mi sa che il paragone sia un po’ insensato, a parte che l’attuale segretaria del PD era parte di quel movimento, ma qui l’analisi è un’altra.Perché è un’altra la “luna” che bisogna guardare a analizzare. Lo scenario pre elezioni 2027 propone un diktat differente, da più parti ci si sta adoperando per raccogliere quel quasi 50% di cittadini che non votano. Le cui motivazioni possono essere molteplici, variegate: di disinteresse alla vita politica nazionale, non sentirsi rappresentati, ritenere l’impegno elettorale un fastidio, perchè diciamocelo sinceramente, in Italia il voto così come strutturato, non lo si ritiene un onore e dovere  di ogni italiano, ma una sorta di feedback da social.Allora vengono fuori coloro che hanno iniziato a subodorare  la possibilità di acquisire potere fra le “magagne” di questa “democrazia malata”. Il gioco è cominciato, Vannacci per la destra che fa finta di litigarci, Grillo per la sinistra che non lascia giorni per sparare a zero su Conte, il tutto progettato ad hoc, perché il potere è un figlio mai soddisfatto ed inconsolabile, ma ahimé orfano di madre e di padre.La politica, per me, è come un rapporto a due, affinché l’idillio  funzioni, serve che siano più le cose che si condividono senza riserve a garantire la soddisfazione e serenità. Insomma, accettare i difetti dell’altro è amore, purché però non siano più di quelli convergenti, altrimenti si cade nell’ autolesionismo.Per cui, metti insieme, il governo Meloni che si muove con i “piedi malati” (come si usa dire dalla mie parti) per non irritare le “sensibilità” della sinistra (PDR compreso)  commettendo tanti errori elettorali, non ultimo, il poco pubblicizzato inserimento nello staff del Ministro della Difesa Italiana di “UNO STRANIERO” (ucraino amico del Ministro). Poi metti un centrosinistra, ad oggi più sinistra che centro, che nel suo programma elettorale come primo punto per la rinascita economica-sociale e politica della Nazione ha messo “il riconoscimento dello stato di Palestina”e una situazione internazionale bollente ed in continua evoluzione, e la tempesta perfetta è servita.Dato lo scenario a dir poco distopico, chi ha più attributi, si organizza, mette giù un programmino ben strutturato semanticamente (ovviamente in più parti opinabile)  e che metta al centro quelle due-tre criticità reali per attizzare lo spirito dei nazionalisti e il gioco è fatto. Gli scenari geopolitici, hanno spostato gli interessi delle grandi potenze, nell’Indo-Pacifico è l’idea dell’Eurocentrismo sta svanendo languidamente, sospinta da una totale mancanza di autorevolezza politica e sociale dimostrata dalla gestione del carrozzone U.E. scivolando inermi verso la progressiva trasformazione internazionale.  Il vecchio globalismo, per come lo conosciamo e per come ha distrutto la politica economica-industriale europea, è fallito. Basta accorgersi della nascita di accordi che lasciano fuori i paesi del vecchio continente. Certamente, non solo accordi economici fra stati come nel BRICS, ma anche accordi militari, come tra paesi come Turchia, India e Pakistan (la Turchia islamica  è nella NATO?), come Paesi Arabi e paesi africani, sulla falsa riga della desueta NATO. Tutto ciò ha fatto sì che noi, cittadini del Vecchio Continente, siamo caduti a piè pari, inevitabilmente fra quelle braccia di stati che nulla hanno a che vedere con l’idea e la tradizione della  civiltà occidentale (Cina, India, paesi Arabi, Africa) obbligati a fare buon viso e cattivo gioco per “sopravvivere”.Tornando alle questioni di casa Nostra, ritengo che il richiamo alla Patria, alla bandiera e al bene di chi è parte integrante di questa Nazione, sia una ricetta che ha sempre attirato molti italiani, non per millantate derive di estrema destra, ma perché il sentirsi parte di un grande progetto, figlio di una lunga storia fatta di: battaglie, rivoluzioni, rinascite e barricate contro l’invasore (chiunque esso sia, anche attuale) stia facendo scalpitare i cuori di molti Italiani, soprattutto giovani (i comizi del Generale sono pieni), desiderosi “di essere parte di qualcosa di di storicamente grande”. Il Generale Vannacci lo ha capito, e voi?Lettera firmata, 19 settembre 2026L'articolo Caro Porro, ecco perché i giovani scelgono Vannacci proviene da Nicolaporro.it.