Come le api stanno salvando la natura (e la nostra pelle): la svolta verde tra le Dolomiti

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AGI - In un'epoca in cui i cambiamenti climatici minacciano l'ambiente, la biodiversita' e' un argine in cui il ruolo delle api e' fondamentale. L'ape e' infatti uno dei principali e piu' importanti insetti impollinatori del pianeta, responsabile della sopravvivenza di gran parte degli ecosistemi. Volando di fiore in fiore per raccogliere il nettare con cui produce il miele e il polline che diviene nutrimento per l'alveare, l'ape permette alla pianta di fecondarsi, riprodursi e generare frutti e semi.Tra i tanti progetti avviati per proteggere le api, ce n'e' uno nato nel Bellunese con la creazione di veri e propri 'laboratori' all'aperto per la loro protezione e conservazione nella produzione del miele, sostanza preziosa per l'alimentazione e la salute della pelle.Il progetto nel Bellunese e l'apicoltura naturalistica"Il nostro progetto - spiega all'AGI Massimo Slaviero cofondatore di Unifarco e Presidente del Comitato Esecutivo - nasce da una convinzione semplice: per proteggere gli impollinatori bisogna prima di tutto proteggere gli habitat in cui vivono. Dal 2021 abbiamo destinato circa 3 ettari a habitat favorevoli agli impollinatori, con circa 30 specie vegetali e fioriture distribuite nel tempo. L'obiettivo e' offrire risorse non solo all'ape mellifera, ma anche alle api selvatiche e agli altri insetti impollinatori. Questo impegno si affianca alla tutela di circa 20 ettari di prati montani nelle Dolomiti Bellunesi, che sosteniamo dal 2019. La biodiversita' si difende lavorando sugli ecosistemi, sulla loro qualita' e sulla loro continuita'".Siamo quindi nell'ambito di apicoltura naturalistica: "Si, - aggiunge - questo per noi significa considerare l'ape come parte di un ecosistema e non soltanto come produttrice di miele. Significa rispettare maggiormente i ritmi naturali delle colonie, ridurre gli interventi invasivi e utilizzare anche strumenti come le arnie Top Bar, che lasciano alle api maggiore autonomia nella costruzione dei favi. Ma il punto centrale resta l'ambiente. Il Parco della Biodiversita' nasce proprio per creare habitat ricchi di specie vegetali e fioriture, capaci di sostenere api e altri impollinatori. Proteggere le api significa prima di tutto proteggere gli ambienti in cui vivono".Educazione, scuola e ricerca cosmeticaUn progetto del genere, che punta alla tutela della biodiversita' passa naturalmente per l'educazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica, anche a livello scolastico o in generale educativo: "In Unifarco", aggiunge Slaviero - presente in questi giorni a Milano anche al Beauty Week con la fitocosmesi di Dolomia, "crediamo che la biodiversita' si comprenda davvero quando la si puo' osservare da vicino. Vivere e lavorare nelle Dolomiti ci ha insegnato a riconoscere il valore delle relazioni che tengono insieme un territorio. Il Parco della Biodiversita', vicino Unifarco, nasce anche con questa funzione: rendere visibili le relazioni tra piante, fioriture e impollinatori. A questo affianchiamo attivita' divulgative, materiali educativi e collaborazioni con il mondo scientifico e universitario. La collaborazione con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e il Dolomia Biodiversity Award, dedicato a tesi e giovani ricercatori, vanno nella stessa direzione: creare conoscenza e coinvolgere le nuove generazioni. Con le scuole, soprattutto, vogliamo partire dall'osservazione. Educare alla biodiversita' significa imparare a riconoscere le relazioni che tengono insieme un ecosistema".Le api producono miele utilissimo per la salute interna ed esterna del corpo: "Il miele e' una materia naturale molto interessante anche per la ricerca cosmetica. Nel nostro approccio, pero', c'e' un principio fondamentale: ne preleviamo soltanto una piccola parte, lasciando alle api le scorte necessarie alla colonia. Da questo miele nascono bioestratti ottenuti da miele millefiori di montagna e mela attraverso un processo di doppia biofermentazione. La ricerca ci permette cosi' di valorizzare la materia prima e ottenere un fitocomplesso studiato per sostenere l'idratazione e la barriera cutanea e contribuire alla protezione della pelle dallo stress ossidativo. E' un approccio che ci rappresenta bene: partire dalla natura, prelevare con misura, studiare e trasformare la conoscenza in innovazione".Che cos'è il Laboratorio della BiodiversitàCosa e' il Laboratorio della Biodiversita'? "Il Laboratorio della Biodiversita' e' il luogo in cui mettiamo in relazione territorio, osservazione scientifica e ricerca. Il suo cuore e' il Parco della Biodiversita', dove osserviamo flora, fioriture, impollinatori e habitat. Da qui il lavoro prosegue nei nostri laboratori, attraverso lo studio degli estratti vegetali e la ricerca cosmetica, e nelle collaborazioni con universita' e centri di ricerca. Per noi e' questo il punto: fare in modo che la biodiversita' non sia soltanto qualcosa da proteggere, ma anche qualcosa da conoscere profondamente. Perche' ricerca e conservazione, se affrontate con responsabilita', possono rafforzarsi a vicenda".