Italia, export rallenta a luglio, ma il saldo commerciale supera gli 8 miliardi

Wait 5 sec.

L’export italiano rallenta nel mese di luglio, pur mantenendo un andamento positivo su base annua e confermando un consistente avanzo commerciale. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat, che fotografano una crescita delle esportazioni più contenuta rispetto ai mesi precedenti in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti tensioni economiche ed energetiche.A luglio le esportazioni sono aumentate dello 0,3% rispetto a giugno, dopo il +1,6% registrato il mese precedente. Su base annua, rispetto a luglio 2025, la crescita si attesta al 4,7% in valore, in rallentamento rispetto al +9,8% di giugno. In termini di volume, l’incremento è stato dell’1,7%, contro il +5,1% del mese precedente.Anche le importazioni hanno mostrato un deciso rallentamento. Su base annua sono cresciute del 4,6% in valore, dopo il +13,2% di giugno, mentre i volumi sono diminuiti del 2,7%. Secondo l’Istat, la flessione è legata anche all’aumento dei prezzi all’importazione, cresciuti del 5% rispetto a un anno fa e dello 0,4% su base mensile, soprattutto per effetto del rincaro dei prodotti energetici.Nonostante il rallentamento degli scambi, il saldo commerciale italiano resta ampiamente positivo. A luglio l’avanzo ha raggiunto 8,24 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 7,83 miliardi dello stesso mese del 2025.Più pesante, invece, il deficit energetico, salito a 5,52 miliardi di euro contro i 4,12 miliardi registrati un anno prima. Escludendo i beni energetici, il surplus commerciale dei prodotti non energetici cresce da 11,95 a 13,76 miliardi di euro.L’andamento delle esportazioni evidenzia una netta differenza tra i mercati di destinazione. Le vendite verso i Paesi extra Unione Europea sono aumentate del 6,9% rispetto a giugno, mentre quelle verso i mercati Ue sono diminuite del 5,6%. Su base annua, i mercati extra Ue hanno sostenuto maggiormente la crescita dell’export (+6,6%) rispetto ai Paesi dell’Unione Europea (+2,7%).Tra i comparti più dinamici spiccano i metalli di base e i prodotti in metallo, in crescita del 13,8%, i prodotti petroliferi raffinati (+27,3%) e gli articoli sportivi, gli strumenti musicali, i preziosi e gli strumenti medici (+15,9%). In controtendenza il settore dei mezzi di trasporto, esclusi gli autoveicoli, che registra una flessione del 2,5%.Dal punto di vista geografico, il contributo più rilevante alla crescita delle esportazioni arriva dalla Svizzera, con un incremento del 39,6%, seguita dai Paesi Opec (+26,3%) e dalla Cina (+27,6%). Il calo più marcato riguarda invece le esportazioni verso i Paesi dell’Asean, diminuite del 26,9%.Commentando i dati, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato che «il Made in Italy si fa largo nel mondo anche in condizioni internazionali molto difficili», aggiungendo che «l’Italia è più competitiva».