Clima, l’Italia potrebbe non avere il classico inverno freddo. Le anomalie de El Niño per i prossimi mesi

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El Niño ridisegna il clima a cui siamo abituati. L’autunno in Italia sarà più caldo della norma con temperature sopra la media a settembre e ottobre, poi seguirà un inverno mite. A ciò si aggiunge il riscaldamento sempre più veloce del Pacifico che porterà a superare la soglia dei 2,5°C di anomalia nel trimestre ottobre-dicembre.Stagioni fuori dalla normaIl 10 settembre il Climate Prediction Center della Noaa ha diffuso l’ultimo aggiornamento sul clima e gli scienziati hanno affermato che andremo incontro a un evento storico. El Niño arriverà a un’intensità molto forte nei prossimi mesi e cambierà le classiche stagioni a cui siamo abituati. «Stiamo entrando in un territorio inesplorato, avremo più certezze a partire da novembre» spiega Giulio Betti, meteorologo e climatologo dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr e del Consorzio LaMMA. Le previsioni evidenziano un inverno mite nella parte centrale e mediterranea dell’Europa, con qualche aumento delle temperature solo nei Paesi scandinavi e baltici.Il freddo che non arriva e le piogge non prevedibiliL’Italia, secondo Betti, rimane un territorio ancora poco definito. «Il Mediterraneo si trova a una latitudine intermedia tra quella subtropicale nordafricana e quella temperata di Nord e Centro Europa» commenta il meteorologo, precisando che il freddo potrebbe arrivare solo tra gennaio e febbraio. Ma nella meteorologia non tutto è certo. Secondo le proiezioni di Arpa Piemonte, non ci saranno più i mesi invernali che di solito caratterizzano l’ultima parte dell’anno nella Penisola. Anzi, fino a fine 2026 le temperature saranno sopra la media.I termometri, quindi, segneranno ancora numeri alti, mentre non è possibile prevedere le eventuali piogge che si abbatteranno da Nord a Sud. Per Mattia Gussoni, meteorologo de IlMeteo.it, ci potrebbero essere piogge torrenziali e alluvioni lampo su tutta Italia a causa del caldo mediterraneo che agisce come «come un acceleratore termico su un’atmosfera già satura di energia». Il calore del Mediterraneo, quindi, potrebbe esasperare fenomeni già estremi e un caldo molto maggiore rispetto alla norma.La questione delle nevicateIn generale, non si può ancora definire se l’inverno 2026-2027 sarà piovoso, secco o nevoso in Italia o in Europa. E neanche stabilire una media stagionale, in quanto giornate molto fredde potrebbero alternarsi a freddo intenso. Non si escludono poi nevicate abbondanti. Secondo Betti «se si imposta un flusso occidentale che interessa l’Europa centrale, tra novembre e dicembre possono esserci nevicate abbondanti sulle Alpi». Il problema, allora, è la quota. «Nevicate abbondanti le abbiamo avute anche due anni fa, ma poi l’estate è stata un disastro, si sono persi tanti dei ghiacciai. – aggiunge il meteorologo – Pensiamo alle nevicate eccezionali sulle Alpi Marittime lo scorso inverno: parliamo di metri di neve».Una situazione anomala e mai vista primaNon ci saranno più le classiche quattro stagioni con il clima caldo, freddo o mite. Questo perché le proiezioni mostrano un fenomeno raro con anomalie termiche che toccano anche 10°C in più rispetto alla media. Il picco d’intensificazione è da attendersi tra novembre e dicembre, come sottolineato dall’Organizzazione meteorologica mondiale. Nella Global Seasonal Climate Update l’anomalia media termica è a 3,6°C nella stessa regione per il trimestre settembre-novembre, quindi dalle zone del Pacifico arriva un segnale tutt’altro che positivo.Secondo Betti sono tre gli elementi da tenere sotto controllo per capire la portata dei rischi. In primis, quanto sarà intenso El Niño e soprattutto se diventerà un evento mai vissuto prima. Poi quanto a lungo resteranno così calde le anomalie del Mediterraneo e dell’Atlantico. Infine un occhio di riguardo per il vortice polare tra ottobre e novembre.L'articolo Clima, l’Italia potrebbe non avere il classico inverno freddo. Le anomalie de El Niño per i prossimi mesi proviene da Open.