Moratti ricorda Sandro Mazzola ed emoziona: «Era tutto per noi. Il gol che non dimenticherò mai? Quello a Budapest. Provo una nostalgia infinita». Le sue paroleIntervistato dalla Gazzetta dello Sport, Massimo Moratti ha dedicato un commosso ricordo ad Alessandro Mazzola, storica icona dell’Inter venuta a mancare lo scorso 19 settembre. L’ex numero uno nerazzurro ha ripercorso alcuni momenti condivisi con Mazzola, evidenziandone il carisma, l’attaccamento ai colori interisti e l’eredità lasciata al club. Di seguito le dichiarazioni dell’ex presidente dell’Inter.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoRICORDO MAZZOLA – «Mazzola era tutto per noi. Un giorno molto triste. L’avevo visto sei mesi fa e l’avevo trovato bene, pur sapendo dei momenti di down. Purtroppo di recente non siamo riusciti a salutarci. Il gol che non dimenticherò mai? Quello a Budapest. Provo una nostalgia infinita che rimarrà per le cose belle, le gioie che ci ha dato questo giocatore che ormai le nuove generazioni non conoscono ma che per noi è sempre presente per tutti i momenti meravigliosi che ha saputo regalarci. Cosa mi piaceva di più di lui? Il dribbling e il tiro velocissimo. Spesso anche potente, ma era l’esecuzione a renderlo unico perché con quella leva rapidissima toglieva sempre il tempo dell’intervento al difensore. Con Pellegrini prima e poi con me. Era molto bravo e preciso anche come direttore sportivo e uomo mercato»RICORDO INDELEBILE – «Quello a Budapest in Coppa Campioni segnato l’8 dicembre di quell’anno quando dribblò due volte la difesa del Vasas, portiere compreso, come se avesse il pallone incollato al piede. Impareggiabile. Non era introverso, ma nemmeno un compagnone. Era molto professionale e semplice nel modo di fare. Non si dava arie, faceva parte di un gruppo di gente che ha conosciuto il successo come conseguenza del proprio talento e sacrificio».