Arabia Saudita, Riad chiede aiuto a Pechino per intervenire su Teheran

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In seguito all’offensiva militare degli Houthi nel Mar Rosso si è creata una situazione nuova: l’Arabia Saudita si è rivolta direttamente alla Repubblica Popolare Cinese chiedendo a Pechino di intervenire sull’Iran, affinché utilizzi la propria influenza per fermare il gruppo yemenita e riportare in sicurezza la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb.La Cina dispone ancora di riserve strategiche molto consistenti, accumulate proprio per affrontare possibili guerre e crisi energetiche. Alla fine del 2025 erano stimate in quasi 1,4 miliardi di barili. Ma i mesi di guerra nel Golfo, le tensioni iraniane e ora la minaccia su Bab el-Mandeb cominciano a mettere alla prova anche il sistema energetico e logistico cinese.Con Hormuz in parte bloccato, una crisi contemporanea a Bab el-Mandeb rischierebbe infatti di strangolare le due principali rotte petrolifere e mercantili globali. Ed è proprio da entrambe che dipende una parte importante degli approvvigionamenti cinesi.Certo, l’Iran rimane per Pechino un partner strategico fondamentale e un baluardo sul fronte sud-occidentale dell’Asia. Ma la Cina ha contemporaneamente importanti interessi economici e scambi con i paesi arabi: circa metà delle sue importazioni petrolifere proviene dalla regione e l’interscambio con i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo vale circa 300 miliardi di dollari l’anno.La durata del conflitto e il crescente costo energetico e logistico stanno quindi spingendo Pechino, inusitatamente, a utilizzare la propria influenza politica.La Cina ha già chiesto a Teheran, in via riservata, di intervenire sugli Houthi, mentre pubblicamente continua a chiedere moderazione, dialogo e sicurezza della navigazione.La mediazione diplomatica cinese è probabile avvenga prima del previsto viaggio di Xi Jinping negli Stati Uniti, il 24 settembre. Ancora una volta Xi sembra seguire un consiglio del maestro Sun Tzu: «Non è mai esistito alcun paese che abbia tratto beneficio da una guerra prolungata».Dopo mesi di attesa, la Cina ha deciso che è arrivato il momento di entrare apertamente nella partita diplomatica del Golfo.* Presidente Scuola di Guerra Economica e Competizione Internazionale di Venezia.* Articolo in mediapartnership con Giornale Diplomatico.