Negli Usa il suprematismo bianco è più elevato tra i giovani

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AGI - Negli Usa il sostegno esplicito al nazionalismo bianco è più elevato tra i giovani uomini bianchi rispetto a tutti gli altri gruppi della popolazione bianca esaminati, ed è associato anche a minore istruzione e reddito, difficoltà personali e disagio economico locale. Non è invece la frequenza nell'uso dei social a fare la differenza: l'adesione a queste idee risulta maggiore tra le persone le cui amicizie più strette esistono prevalentemente online. E' quanto emerge da tre indagini condotte su oltre 7.800 adulti bianchi non ispanici da Patrick Egan della New York University, James Bisbee della Vanderbilt University e colleghi.Lo studio, pubblicato su Nature, misura il sostegno dichiarato all'ideologia e non l'appartenenza a organizzazioni nazionaliste bianche. Il lavoro è, secondo gli autori, il primo a esaminare sistematicamente le caratteristiche demografiche, economiche e comportamentali associate al sostegno esplicito al nazionalismo bianco nella popolazione bianca statunitense.IdentikitUn risultato centrale riguarda l'età e il sesso. Tra i gruppi considerati, i giovani uomini bianchi mostrano i livelli più elevati di sostegno. "I giovani hanno tipicamente opinioni più liberali sulle questioni razziali, ma per le convinzioni nazionaliste bianche tra i giovani uomini bianchi accade il contrario - afferma Egan -. I giovani uomini sono da tempo obiettivi privilegiati dei messaggi più radicali lungo tutto lo spettro politico". Il sostegno è risultato più elevato anche tra le persone bianche con livelli inferiori di istruzione e reddito, tra quelle più religiose e tra repubblicani, conservatori e individui politicamente disaffezionati.Cresce nelle aree più povereUn'altra associazione riguarda quello che gli autori definiscono 'social strain', una condizione di tensione sociale rappresentata sia dalle difficoltà individuali sia dal disagio economico del territorio nel quale si vive. "Abbiamo scoperto che il sostegno al nazionalismo bianco era maggiore nelle aree con livelli più elevati di povertà e disoccupazione e tra coloro che affrontavano difficoltà personali come problemi di salute e perdita di persone care, tutte condizioni che possono creare terreno per risentimento e rancore", spiega Bisbee. Lo studio ha esaminato anche il rapporto con il mondo digitale. I ricercatori non hanno trovato un'associazione tra la frequenza generale di utilizzo dei social media e il sostegno al nazionalismo bianco.La situazione cambia pero' considerando la natura delle relazioni personali. Le convinzioni nazionaliste bianche erano significativamente più diffuse tra coloro che dichiaravano che due o tre dei loro tre amici più stretti erano persone conosciute principalmente online anzichè nella vita offline."Un uso più frequente dei social media non era correlato a un maggiore sostegno alle idee nazionaliste bianche - osserva Joshua A. Tucker della New York University -. Tuttavia, l'adesione a queste idee è molto più diffusa tra le persone per le quali due o tre dei tre amici più stretti sono individui conosciuti principalmente online". Secondo Tucker, una possibile implicazione è che l'attività online possa avere un peso particolare per le persone socialmente isolate nella vita offline, rendendo forse più importante per loro adottare opinioni coerenti con quelle delle proprie comunità digitali.