Mer, 16 Set 2026I tifosi hanno proposto l’introduzione di una “standing zone” con i cosiddetti rail seat. Il Comune ha ascoltato le richieste, ma le decisioni finali sono nelle mani delle istituzioni sportive.DiRedazioneCondividi l'articoloLo stadio Luigi Ferraris di Genova (Foto: Simone Arveda/Getty Images)La “standing zone” entra nel progetto del nuovo stadio Ferraris. La proposta di prevedere dei posti in piedi con la riqualificazione dell’impianto è arrivata proprio dai tifosi del Genoa attraverso l’Associazione Club Genoani (AGC), che come riportato dall’edizione genovese de La Repubblica, hanno manifestato davanti a Palazzo Turisi contro l’eventuale riduzione della capienza dello stadio.La protesta è avvenuta in occasione di una riunione della Giunta con all’ordine del giorno l’approvazione della costituzione del diritto di superficie relativo allo Stadio Luigi Ferraris, alla villa Musso Piantelli e alle aree pertinenziali per 90 anni, nell’ambito dell’operazione di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione del Ferraris.Il tema della capienza è infatti uno dei punti più discussi del nuovo progetto. Il Ferraris ad oggi ospita fino a 33.205 spettatori, ma il nuovo stadio prevede una riduzione di circa 880 posti per gradinata. La capienza scenderebbe dunque a circa 32 mila posti, cosa che viene definita dai tifosi come «insostenibile». A questo si aggiunge il periodo dei lavori, previsto per circa quattro anni, durante il quale la capienza sarà ulteriormente limitata. Il Comune di Genova ha già dato il via libera alla concessione di 90 anni per lo stadio del futuro, ma proprio in questo progetto nasce l’idea di inserire una standing zone.Come funziona la standing zone?La traduzione letterale è “zona in piedi” e indica un’area dello stadio sviluppata appositamente per gli spettatori in modo che possano assistere alla partita in piedi. Per ragioni di sicurezza, come sempre avviene con zone di questo tipo, è stato proposto il sistema di “rail seat” o seggiolino binario. Si tratta di un seggiolino che può essere aperto e diventare un normale posto a sedere, oppure può essere richiuso in verticale e bloccato dal personale dello stadio attraverso una chiave speciale per consentire ai tifosi di seguire le partite in piedi. La sua struttura permetterebbe di risparmiare spazio e di mantenere un certo livello sicurezza.Il sistema non è una novità: è infatti già presente in paesi d’Europa come Germania, Austria, Inghilterra Scozia e Olanda. Uno degli esempi più importanti è il Westfalenstadion di Dortmund dove il celebre muro giallo della Südtribüne ospita, con i “seggiolini rialzati”, tutti i tifosi durante le partite della Bundesliga. Il sistema di “rail seat” vede poi l’utilizzo dei seggiolini abbassati durante le competizioni europee, come imposto dalla UEFA, che non consente di seguire gli incontri in piedi.La proposta dei tifosi arriva al comuneLa difficoltà principale non è implementare questo nuovo sistema, ma il quadro normativo italiano, cha attualmente non prevede la possibilità di inserire posti in piedi negli stadi. La proposta è stata discussa dalla sindaca Silvia Salis, che al termine di un incontro di un’ora con i tifosi ha affermato: «Ne parlo con il presidente Malagò». L’obbiettivo della sindaca è dunque quello di coinvolgere Coni, FICG e Ministero degli Interni per capire se è possibile aggiornare le normative.I tifosi hanno spiegato: «Semplicemente, quando si sono seduti intorno a un tavolo per stabilire le linee guida del nuovo stadio, si sono dimenticati di convocare una componente fondamentale, i tifosi», affermando inoltre che «in gradinata le partite si vedono già in piedi». Per i tifosi rossoblù rimane quindi necessario limitare la riduzione della capienza nuovo stadio, anche inserendo una standing zone, ma la decisione finale rimane nelle mani delle istituzioni.Developed by 3x1010