In riferimento all’articolo TIVOLI – “Mio figlio lasciato a digiuno al Convitto: ma la retta era pagata” pubblicato in data 14 settembre 2026, dalla Prof.ssa/Dott.ssa Alessandra Lorini, Rettrice e Dirigente Scolastica del Convitto Nazionale “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta” di Tivoli, riceviamo e pubblichiamo:“Il Convitto Nazionale “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta” ritiene doveroso fornire alcune precisazioni, a tutela della corretta informazione dei propri utenti e dell’intera comunità scolastica. In primo luogo, non corrisponde al vero che il minore sia stato deliberatamente “lasciato a digiuno” dal Convitto o che gli sia stato negato il cibo quale conseguenza di una decisione dell’Istituzione scolastica. Il minore, inoltre, non è mai stato lasciato solo né abbandonato. Il personale scolastico ne ha costantemente garantito la vigilanza e la sicurezza presso la portineria dell’Istituto, nell’attesa dell’arrivo di un familiare. Il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine è avvenuto esclusivamente nell’ambito delle iniziative finalizzate a contattare i soggetti legittimati al ritiro del minore e ad assicurarne la tutela. Si respinge, pertanto, ogni rappresentazione che possa far ritenere che il bambino sia stato abbandonato, intenzionalmente privato del pasto o destinatario di un comportamento punitivo o comunque lesivo da parte del personale dell’Istituto. La vicenda si è verificata nell’ambito dell’applicazione di procedure organizzative di carattere generale, previamente adottate dagli organi competenti del Convitto, riguardanti l’accesso ai servizi educativi e di semiconvitto.Il Convitto Nazionale “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta” è una comunità educativa nella quale docenti, educatori, personale ATA e personale amministrativo operano quotidianamente con professionalità, responsabilità e dedizione nell’interesse degli alunni affidati alla loro cura. La legittima rappresentazione di una criticità e il diritto di cronaca non possono pertanto tradursi nell’attribuzione all’Istituzione o al suo personale di rappresentazioni suscettibili di comprometterne ingiustamente l’immagine, la reputazione e la credibilità presso le famiglie e la comunità. Particolare attenzione deve inoltre essere riservata alla tutela della riservatezza, della dignità e della serenità del minore coinvolto, interesse che questa Istituzione considera assolutamente prioritario. Proprio in ragione di tale dovere di tutela, il Convitto ritiene di non trasferire sui social network, sugli organi di stampa o nel dibattito pubblico alcun elemento e circostanza. La scelta dell’Istituzione di limitare le proprie dichiarazioni ai soli elementi strettamente necessari alla rettifica non deve pertanto essere interpretata come acquiescenza rispetto alle ricostruzioni diffuse né come riconoscimento della loro fondatezza, ma discende esclusivamente dall’obbligo di preservare il minore e la sua famiglia da un’ulteriore esposizione pubblica di vicende personali che non possono né devono diventare oggetto di confronto mediatico.Per tali ragioni, si chiede la pubblicazione integrale della presente rettifica, con adeguata evidenza e senza alterazioni che ne modifichino il contenuto o il significato, nonché con un chiaro richiamo all’articolo cui essa si riferisce.Qualora la presente rettifica non venga pubblicata nei termini e secondo le modalità previste dalla normativa vigente, ovvero venga pubblicata in forma parziale, alterata o accompagnata da contenuti tali da comprometterne l’effettiva portata rettificativa, l’Istituzione si riserva di adire le competenti sedi per la tutela dei propri diritti e interessi, ferma restando ogni autonoma determinazione della Rettrice e Dirigente Scolastica.Con osservanza”.L'articolo TIVOLI – “Alunno non lasciato a digiuno né abbandonato”: il Convitto smentisce il genitore proviene da Tiburno Tv.