Mfe-Mediaset, ricavi in calo a 2,9 miliardi e utile adjusted a 50 milioni nel semestre

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Gio, 17 Set 2026Sul calo dei ricavi hanno pesato fattori tra cui la persistente debolezza del mercato pubblicitario europeo e la presenza dei Mondiali di calcio sulle reti concorrenti.DiRedazioneCondividi l'articoloPier Silvio Berlusconi (Foto: Nicolo Campo / Insidefoto)Ricavi in calo, ma redditività in forte miglioramento per MFE-MediaForEurope nel primo semestre del 2026. Il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con ricavi consolidati pari a 2,951 miliardi di euro, contro i 3,142 miliardi pro forma dello stesso periodo del 2025, mentre il risultato netto adjusted è salito a 50,5 milioni, dai 6,9 milioni dell’anno precedente.Il confronto con il primo semestre 2025 viene effettuato su base pro forma, ipotizzando cioè il consolidamento di ProSiebenSat.1 già dal 1° gennaio dello scorso anno, così da rendere omogenei i dati dopo l’ingresso del gruppo tedesco nel perimetro di MFE. Sul calo dei ricavi hanno pesato diversi fattori: la persistente debolezza del mercato pubblicitario europeo, in particolare in Germania, la presenza dei Mondiali di calcio sulle reti concorrenti e le variazioni di perimetro legate ad alcune attività del segmento Commerce & Dating di ProSiebenSat.1.A fronte di una contrazione del fatturato di circa il 6%, il gruppo ha però registrato un netto miglioramento dei margini. Il risultato operativo adjusted (EBIT) ha raggiunto 145,7 milioni di euro, con un progresso di 153 milioni rispetto al dato negativo per 7,3 milioni registrato nel primo semestre 2025 su base pro forma. «In un mercato che si è presentato estremamente complicato, chiudiamo con un risultato operativo ben al di sopra delle stime», ha commentato Pier Silvio Berlusconi, presidente e amministratore delegato di MFE.Il gruppo sottolinea in particolare la tenuta del business italiano. «Va sottolineata l’ottima tenuta dei ricavi in Italia, grazie a un’offerta particolarmente ricca e a una performance straordinaria della nostra televisione», ha aggiunto Berlusconi, evidenziando soprattutto il contributo arrivato dal programma di integrazione e riduzione dei costi.Oltre 200 milioni di euro di efficienzeUno degli elementi centrali del semestre è stato infatti il lavoro sulle sinergie con ProSiebenSat.1. Nel solo comparto Entertainment, MFE afferma di avere già realizzato oltre 200 milioni di euro tra efficienze e ottimizzazioni nei primi sei mesi dell’anno. Un ritmo, secondo Berlusconi, superiore di oltre due volte rispetto a quello previsto per l’intero 2026 nel piano presentato al mercato in occasione dell’offerta sul gruppo tedesco.«Il contesto resta certamente complicato, ma rimaniamo ottimisti sulla chiusura dell’anno e confermiamo le previsioni per il 2026», ha aggiunto l’amministratore delegato. Sul fronte pubblicitario, i ricavi del gruppo si sono attestati a 1,991 miliardi di euro nel semestre, in calo del 5,2% su base annua, considerando complessivamente le attività in Italia, Spagna e Germania. Il mercato continua a risentire della pressione sulla pubblicità televisiva tradizionale e, nel secondo trimestre, anche dell’effetto dei Mondiali, non trasmessi dalle reti del gruppo nei tre principali mercati europei in cui opera MFE.Qualche segnale di miglioramento è arrivato tuttavia nella parte conclusiva del trimestre. Sulla base della visibilità attuale, il gruppo prevede nel terzo trimestre ricavi pubblicitari consolidati in flessione nell’ordine di pochi punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con l’Italia che dovrebbe confermarsi il mercato più resiliente. Rimane invece ancora limitata la visibilità sul quarto trimestre, particolarmente importante per il settore pubblicitario e per i risultati dell’intero esercizio.I rapporti con Vivendi, azionista con oltre il 21%Nel corso della conference call con gli analisti è stato affrontato anche il tema dei rapporti con Vivendi, ancora azionista di MFE con una partecipazione complessiva del 21,8%, dopo anni caratterizzati dallo scontro iniziato con il tentativo di scalata del gruppo francese.«Ci sono contatti molto professionali, ma non contatti stabili o progetti specifici», ha spiegato Simone Sole, direttore finanziario di MFE, commentando le indiscrezioni su un possibile disgelo tra le parti. Al momento, ha precisato il CFO, non sarebbero in discussione forme di collaborazione industriale: «Non ci sono temi di cooperazione industriale o altro: in questo momento loro sono semplicemente azionisti e noi guidiamo la società».MFE affronta così la seconda parte del 2026 puntando soprattutto sulle sinergie derivanti dall’integrazione di ProSiebenSat.1, sulla riduzione dei costi e sulla costruzione di una piattaforma pubblicitaria sempre più integrata a livello europeo, con l’obiettivo di compensare la debolezza del mercato televisivo tradizionale e consolidare il miglioramento della redditività.Developed by 3x1010