Alice Buonguerrieri: “Conte in aula, stavolta risponderà. Danneggiati da vaccino? Vergognosi insulti a Milano”

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La Commissione d’inchiesta parlamentare sul Covid riprende slancio dopo la pausa estiva, con un calendario che promette settimane calde. L’audizione dell’ex premier Giuseppe Conte — attesa da anni e più volte rinviata — è stata fissata per il 5 ottobre: sarà la prima occasione per rivolgergli domande dirette, dopo l’audizione pre-estiva in cui si era limitato, di fatto, a un’autodifesa della gestione pandemica del suo governo. Nel frattempo, due audizioni tenute nelle ultime settimane hanno fatto emergere nuovi elementi sulla gestione dei fondi pubblici durante l’emergenza, con al centro il nome dell’avvocato Luca Di Donna.A ricostruire i fatti è Alice Buonguerrieri, componente della Commissione: “Abbiamo impiegato ben due anni a convincere l’allora premier Conte a farsi audire in Commissione Covid. L’audizione è rimandata al 5 di ottobre e in quell’occasione avremo modo di chiedergli tante cose su cui riteniamo doveroso continuare a fare accertamenti, sia sul filone medico-scientifico che sulla gestione dei soldi pubblici”. Alla ripresa dei lavori, spiega, sono arrivate due audizioni che hanno aggravato il quadro: quella dei legali rappresentanti della società Portobello, messa in ginocchio dalle chiusure imposte dal governo Conte, e quella dell’associazione FederLab. “Rappresentanti della società hanno dichiarato di aver pagato 125.000 euro all’avvocato Luca Di Donna per fissare un appuntamento con Cassa Depositi e Prestiti, società di Stato, per ottenere un finanziamento pubblico, di fatto ottenuto, pari a 3,5 milioni di euro, su cui questa società ha pagato il 3,5% all’avvocato Di Donna”. Un canovaccio che si è ripetuto quasi identico con FederLab: “Hanno dichiarato di aver pagato circa 20.000 euro all’avvocato Luca Di Donna per aver fissato per conto loro un appuntamento con il dottor Vito Cozzoli, presidente ai tempi della società Sport e Salute, altra società di Stato, per concludere una convenzione”.Lo studio Alpa e i rapporti “istituzionali elevati”In entrambi i casi, secondo Buonguerrieri, la presentazione dell’avvocato Di Donna alle aziende seguiva lo stesso schema: “È stato presentato come il collega dell’allora premier Conte, braccio destro dell’allora premier Conte, componente dello studio Alpa che è noto per essere lo studio dove ha lavorato l’allora premier Conte, capace di avere rapporti politico-istituzionali molto elevati e in grado quindi di accedere ai vertici delle amministrazioni dello Stato.” E i risultati, sottolinea, sono arrivati puntuali: “Effettivamente poi tutto quello che veniva detto si avverava, perché il risultato poi si portava a casa. Sono tutte coincidenze? Dobbiamo parlare di millantato credito? A me sembra che siamo un po’ oltre”.A chi solleva malignamente un parallelismo con le vecchie tangenti — “oggi si chiama commissione, oggi si chiama consulenza” — Buonguerrieri non solo dà sponda ma cita un altro audito, l’imprenditore Buini, che si sarebbe rifiutato di pagare “queste percentuali spropositate e ingiustificate proprio perché ha ritenuto in quel momento che stesse commettendo un reato” parlando esplicitamente di ipotesi di tangente. E per fugare ogni dubbio sui termini giuridici, chiarisce: “A casa mia millantare significa promettere di fare qualcosa senza riuscire a farlo. Qui ormai i fatti ci dicono che si spendeva il nome dell’allora premier Conte… ed effettivamente poi tutto quello che veniva detto si avverava”.Il caso più eclatante riguarda però un’altra società: “Abbiamo visto anche mezzo milione di euro, è il caso di Adaltis. E quando tu chiedi agli imprenditori che lavoro è stato fatto per questo pagamento, lo dico da avvocato, la risposta è stata pressoché nulla. L’unico lavoro, se vogliamo chiamarlo così, è produzione di queste società con l’amministrazione dello Stato.” Sullo sfondo resta anche il capitolo delle mascherine inidonee, la maxi commessa da un miliardo e 251 milioni di euro “su cui sono stati pagati centinaia di milioni di euro di provvigioni per amici del PD.”Il caso Maiorino e l’etichetta “no-vax”Buonguerrieri torna infine sul convegno organizzato a Milano dal consigliere regionale Maiorino, dedicato all’ascolto dei danneggiati da vaccino, contestato da esponenti del PD: “Consentitemi di esprimere massima solidarietà ai danneggiati da vaccino che ancora oggi la sinistra ha il coraggio di attaccare, denigrare, umiliare. Noi stiamo parlando di persone che si sono vaccinate perché si sono fidate delle istituzioni e che dopo il vaccino si sono trovate ad affrontare malattie, disabilità, problemi economici e familiari. Io trovo vergognoso che la sinistra, Schlein in primis, chiami ancora oggi con disprezzo queste persone no-vax. Quello che posso riconfermare è che Fratelli d’Italia continuerà nel percorso avviato di ascolto di queste persone per tentare di risolvere i tanti gravissimi, pesantissimi danni che hanno procurato le gestioni dei governi di allora. Questa sinistra non ha alcun titolo per essere esempio per nessuno, tenuto conto del comportamento che tiene nei confronti di persone che stanno male”.Nel video l’intervista di Fabio Duranti.The post Alice Buonguerrieri: “Conte in aula, stavolta risponderà. Danneggiati da vaccino? Vergognosi insulti a Milano” appeared first on Radio Radio.