Legge elettorale, scontro sulle firme: Conte in piazza con Onorato. Martedì il voto

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L’appuntamento per il via libera di Palazzo Madama alla legge elettorale è alle 10 di martedì 15 settembre, con le dichiarazioni in Aula e il voto finale sulla norma che continua a scatenare le polemiche delle opposizioni. La modifica apportata in Senato sulle preferenze resta uno dei nodi, ma al centro delle critiche è salita anche la questione delle firme necessarie per presentare le liste dei partiti fuori dal Parlamento, salite con l’emendamento Zedda (FdI) a 6000 per collegio (e non più 1.500 come con la legge in vigore).Enzo Maraio, Francesco Boccia, Alessandro Onorato e Angelo Bonelli davanti al Senato durante la manifestazione contro la legge elettorale organizzata da Progetto civico a Roma (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)La protesta di Progetto civico Italia e l’attacco di ConteContro la decisione assunta dalla maggioranza va in scena la protesta in piazza, nei pressi del Senato, di Progetto civico Italia, la formazione fondata dall’assessore capitolino Alessandro Onorato. Al suo fianco esponenti di centrosinistra a cominciare dal presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte che sul punto è netto “si tratta di una norma antidemocratica, illiberale e incostituzionale, un osceno salva casta contro cui faremo ogni battaglia possibile”.“C’è gente che sta là dentro e ha raccolto meno delle firme che noi dovremo raccogliere – aggiunge Onorato guardando a Palazzo Madama – Nel 2013 FdI entrò in Parlamento raccogliendo 40 mila firme e oggi a noi ne chiedono 400 mila. In Italia si tende a dimenticare quello che avviene, ma se ci fosse stata la regola che il governo ci vuole imporre, Fratelli d’Italia non sarebbe mai entrata in Parlamento e Giorgia Meloni non sarebbe mai diventata presidente del Consiglio”. “In questo modo, chi non sta già in Parlamento non ci potrà mai entrare”, conclude Onorato, che rilancia l’appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cui ha scritto venerdì scorso, subito dopo l’approvazione dell’emendamento in questione: “Siamo sicuri che starà seguendo i lavori della legge elettorale con la massima attenzione che ha sempre dimostrato”.Boccia: “È una legge elettorale piena di nominati”In piazza ci sono un centinaio di persone, tra le quali Angelo Bonelli di Avs e il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia che attacca: “È una legge elettorale piena di nominati, che consente ai capi di partito di avere un potere illimitato sulla vita politica dei candidati e delle candidate ed è una norma che inganna gli elettori. Per questo continueremo a denunciare fino all’ultimo momento in cui sarà possibile e se loro andranno avanti senza ascoltare tutti i rilievi che le opposizioni fanno, non ci resterà altro che fare ricorso alla Corte Costituzionale e sostenere tutti i ricorsi che pioveranno contro questa legge truffa”.Francesco Boccia (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)Gli emendamenti approvati e il voto finaleAl Senato la votazione di emendamenti e articoli si chiude poco prima delle 19: tra gli approvati c’è l’emendamento che estende ai caregiver familiari la possibilità di votare fuori sede, quello che ridisegna le circoscrizioni dei collegi della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e quello che, sul voto estero, dispone l’esenzione dalla raccolta firme per gruppi politici che abbiano almeno un eletto, anche in una sola delle due Camere, nella legislatura in corso (già approvato anche nella prima lettura della Camera). Martedì il voto finale e subito dopo la legge tornerà alla Camera.La ministra delle Riforme Elisabetta Casellati si dice convinta “che non ci saranno ulteriori sussulti”, in riferimento è a quando, due mesi fa, la maggioranza andò sotto nel voto segreto all’emendamento sulle preferenze. Certo è che il clima resta teso, il centrosinistra è sulle barricate e anche se non è possibile stabilire la tempistica dell’esito di eventuali ricorsi contro la legge, il percorso della norma potrebbe riservare nuove sorprese.Beppe Grillo (Foto Roberto Monaldo/LaPresse) Le voci sul ritorno in campo di Beppe GrilloIntanto, a proposito di nuove formazioni, si fanno sempre più insistenti le voci di un ritorno in campo di Beppe Grillo con un nuovo partito e a sentire alcuni fedelissimi del fondatore del M5S, contattati da LaPresse, viene confermato che l’intenzione del comico genovese sarebbe quella di correre alle prossime elezioni con una lista che si ponga a sinistra del campo progressista.Questo articolo Legge elettorale, scontro sulle firme: Conte in piazza con Onorato. Martedì il voto proviene da LaPresse