WASHINGTON — Il Congresso americano ha la sua legge contro Mosca. La Camera dei rappresentanti ha approvato mercoledì, con 262 voti contro 159, il pacchetto di sanzioni alla Russia già passato al Senato in agosto. Il testo è ora sulla scrivania di Donald Trump, che dovrà firmarlo.È il primo atto legislativo a sostegno dell’Ucraina in quasi due anni, dal pacchetto d’emergenza del 2024. La legge colpisce funzionari russi, banche e la «flotta ombra» di petroliere che aggira l’embargo, estende le sanzioni all’Iran e — riferisce l’Associated Press — impone al presidente dazi fino al 100% sui cinque maggiori importatori di petrolio o gas russo.Ma è una leva, non ancora un colpo. Il testo è scritto in modo da lasciare alla Casa Bianca ampi margini di manovra, ed è per questo che il capo dei democratici alla Camera, Hakeem Jeffries, ha votato contro: «Il modo in cui questo disegno di legge è stato scritto non obbliga il presidente degli Stati Uniti a imporre sanzioni alla Russia. Ci sono così tante scappatoie». Il suo collega della Virginia Don Beyer è andato oltre: «Quando Trump colpirà i nostri alleati con nuovi dazi e sospenderà le sanzioni alla Russia, la vittoria propagandistica per Putin sarà duratura, e il danno sarà iscritto nella legge americana».I numeri del voto raccontano una maggioranza trasversale ma lacerata. Ben 58 democratici hanno ignorato la linea del proprio gruppo per unirsi ai repubblicani; al Senato, in agosto, il testo era passato 86 a 11. Il giorno prima, però, il passaggio procedurale che ha portato la legge in aula era filato per un soffio, 214 a 211 — segno che la macchina, fino all’ultimo, poteva incepparsi.Il bersaglio vero, intanto, non è soltanto Mosca: è chi ne compra il greggio, a cominciare da Pechino e Nuova Delhi. «Questi Paesi devono scegliere se continuare a sostenere l’aggressione di Putin», ha detto il deputato repubblicano del Texas Michael McCaul, che ha gestito il testo in aula. La legge prevede un’esenzione per chi importa meno del 15% dell’export di gas russo e ha ridotto gli acquisti, vieta nuovi investimenti americani in Russia, colpisce i fornitori esteri dell’industria bellica di Mosca e sanziona i responsabili dei rapimenti di bambini ucraini.L’eredità di GrahamPer capire come si è arrivati a questo voto bisogna tornare all’aprile 2025. Fu allora che il senatore repubblicano della Carolina del Sud Lindsey Graham cominciò a spingere il pacchetto, scontrandosi con le resistenze di Trump, che non voleva cedere al Congresso il controllo su dazi e sanzioni — la sua arma negoziale preferita. Graham è morto improvvisamente a luglio, e la legge oggi porta il suo nome: «Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026».A completare l’opera è stato il suo coautore, il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal, che dopo il voto ha sintetizzato così il messaggio, in una conferenza stampa bipartisan: «A Vladimir Putin: sappiamo chi sei. E all’Ucraina: non siete soli». Lo speaker repubblicano Mike Johnson ha promesso «massima pressione sulla macchina da guerra russa»: «Per troppo tempo Putin ha finanziato questa guerra devastante con soldi e risorse di Paesi disposti a girarsi dall’altra parte, e oggi questo finisce». A pesare, nelle ultime settimane, anche l’appello diretto di Volodymyr Zelensky ai senatori e lo «Ukraine Action Summit», la giornata di pressione sul Congresso che ha portato a Washington delegazioni da 50 Stati proprio nelle ore del voto.Intanto, sul terrenoMentre la Camera votava, la guerra non concedeva pause. Mercoledì mattina un’esplosione è stata udita a Kiev — lo ha raccontato un testimone a Reuters — e un magazzino colpito ha preso fuoco; raid russi hanno centrato le infrastrutture energetiche di Poltava, nel centro del Paese, e un impianto industriale. Vicino a Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk, un drone ha colpito un minibus: cinque morti e sette feriti, secondo il governatore Oleksandr Hanzha. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato il colpo a una nave cargo a Chornomorsk, sul mar Nero presso Odessa.I numeri dell’Onu dicono che il conflitto si sta incattivendo su entrambi i lati del fronte: 1.396 civili uccisi e 7.978 feriti in Ucraina nei primi sei mesi del 2026, il 37% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; in Russia 250 morti e 1.596 feriti, con un balzo del 121%.Ed è qui che la nuova legge mostra il suo limite: non ferma un solo drone, e la sua forza dipenderà interamente dalla mano che dovrebbe impugnarla. Trump, che nelle stesse settimane ha chiesto a Kiev di sospendere i raid sulle raffinerie russe di diesel, potrebbe vedere Zelensky la prossima settimana a margine dell’assemblea generale dell’Onu. Il deputato repubblicano del Nebraska Don Bacon, veterano dell’aviazione, ha messo il voto nella giusta proporzione: «È il minimo che potevamo fare. Dobbiamo fare di più».