Così la Russia recluta con falsi annunci di lavoro e turismo i latinoamericani per la guerra in Ucraina

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Falsi annunci di lavoro e viaggi turistici. Utilizzati in diversi paesi dell’America Latina per reclutare cittadini da inviare a combattere per la Russia in Ucraina. Con un compenso tra gli 8 e i 16 mila dollari per andare in guerra. E 500 mila per le famiglie in caso di morte. Con una percentuale di ritorno a casa pari al 5%. A parlarne è il portale Infobae, che racconta anche di familiari che hanno denunciato di aver perso i contatti con i propri congiunti.Il reclutamento in America LatinaA parlare del reclutamento di Mosca in America Latina è l’avvocato Percy Ernesto Salinas Tumbaco, rappresentante legale di oltre 300 famiglie in Perù e figlio di un ex membro delle forze di sicurezza peruviane ora disperso in territorio russo. Secondo il legale il viaggio verso la zona di conflitto segue un percorso meticolosamente studiato per eludere i controlli internazionali sull’immigrazione. Attraverso le agenzie di viaggio come Euro Talent o Latin Travel le vittime lasciano i loro paesi con pacchetti turistici fittizi che includono tappe in località strategiche come Istanbul, in Turchia.L’arrivo in RussiaDurante queste soste i reclutatori istruiscono i viaggiatori su cosa dire e come comportarsi alla dogana per nascondere il vero scopo del loro viaggio. All’arrivo in Russia un agente bilingue, identificato come l’avvocato russo-spagnolo Signor Andrés, funge da filtro legale e consegna formalmente i cittadini al comando militare. Ai nuovi arrivati vengono aperti conti presso banche locali e viene fornita una carta di debito tramite la quale, in teoria, riceveranno il loro stipendio. Ma i quadri intermedi si appropriano delle carte di credito e dei telefoni cellulari, confiscando gli stipendi e lasciando le famiglie in America Latina senza un solo centesimo di quanto promesso.Il cittadino peruvianoIn un’intervista con Infobae, il figlio di un cittadino peruviano di 61 anni, ufficialmente dato per disperso dal governo russo da luglio, ha raccontato come il padre è finito in Russia. Tra il 2007 e il 2014 il padre aveva lavorato per società di sicurezza private in Iraq. Alla fine del 2023 un reclutatore lo aveva contattato per fare la stessa cosa in Russia. L’uomo ha preso un volo nel 2026 da Lima ad Amsterdam e poi da lì a Istanbul. Quando è arrivato in Russia è stato sottoposto a due settimane di addestramento intensivo all’uso del fucile e al disarmo dei droni, è stato separato dai suoi compatrioti e inviato direttamente al fronte. La sua ultima comunicazione risale al 23 maggio. Adesso è scomparso.La Repubblica DominicanaSarebbero invece 150 i cittadini della Repubblica Dominicana oggi in guerra in Ucraina. L’organizzazione segnala inoltre almeno 50 dominicani partiti tra giugno e agosto per combattere al fianco delle forze russe in Ucraina dopo aver firmato contratti di arruolamento. «Sono partiti firmando un contratto praticamente come mercenari», ha detto il coordinatore del Cddh Carlos Manuel Sánchez Díaz. Secondo l’organizzazione, ai combattenti vengono offerte somme iniziali tra 8 mila e i 16 mila dollari e indennizzi fino a 500 mila dollari alle famiglie in caso di morte.Il 5%L’avvocato Salinas avverte che le probabilità che le vittime tornino vive non superano il 5%, descrivendo la pratica dell’uso sistematico di cittadini latinoamericani come carne da cannone. Centinaia di feriti sono trattenuti negli ospedali in attesa di essere trasferiti sulla “Linea Zero”, mentre i corpi dei morti vengono abbandonati nella zona di combattimento.Immagine copertina da: InfobaeL'articolo Così la Russia recluta con falsi annunci di lavoro e turismo i latinoamericani per la guerra in Ucraina proviene da Open.