Sydney Sweeney è di nuovo nuda. Questa volta non per Euphoria, non per esigenze di copione e neppure per una copertina patinata che possa appellarsi alla solita libertà artistica. È nuda per vendere scommesse sportive. Nella nuova campagna di Novig, piattaforma americana di cui è anche azionista e strategic partner, palloni da basket e football, racchette e altra attrezzatura sportiva vengono sistemati nei punti giusti mentre lei ripete la parola «sports».Tutto molto studiato, tutto molto provocatorio e, soprattutto, tutto perfettamente destinato a diventare virale. Missione compiuta: negli ultimi giorni dello spot si parla ovunque. Il problema è che a parlarne sono soprattutto le atlete, e non per complimentarsi. La quattro volte campionessa olimpica Ariarne Titmus ha attaccato duramente la campagna, seguita da altre sportive che hanno risposto mostrando cosa significhi davvero avere un corpo allenato per competere: ore di lavoro, sudore, muscoli, sconfitte, record e sacrifici. Difficile dare loro torto. Lo sport femminile combatte da anni per essere raccontato senza che l’aspetto delle atlete diventi il centro della notizia e poi arriva una delle donne più desiderate di Hollywood, si spoglia, prende un pallone e chiama tutto questo Just Sports.La questione, però, diventa ancora più interessante quando al centro c’è Sydney Sweeney, perché sarebbe piuttosto ipocrita fingere che il suo corpo non sia ormai diventato una parte fondamentale del suo potere mediatico. Lo sa il pubblico, lo sanno i brand e sembra averlo capito benissimo anche lei. Non stiamo parlando di una giovane attrice ingenuamente trascinata dentro una campagna decisa da qualcun altro: Sweeney è ormai produttrice, imprenditrice e in questo caso partecipa direttamente all’azienda che sta pubblicizzando.È quindi difficile continuare a raccontare ogni nuova provocazione soltanto attraverso la lente dell’oggettivizzazione subita. Qui c’è una strategia. E funziona molto bene. La parte curiosa è capire come ci siamo arrivati, perché la ragazza che oggi sembra aver trasformato la propria sensualità in un business aveva iniziato la sua carriera chiedendo esattamente il contrario: guardate come recito, non guardate soltanto il mio corpo. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Sydney Sweeney (@sydney_sweeney)Sydney Sweeney prima di Euphoria: quando voleva soltanto recitarePrima dei jeans, dei saponi fatti con l’acqua del bagno e dei palloni strategicamente posizionati, c’era una ragazzina di Spokane, nello Stato di Washington, convinta di voler diventare attrice. Sydney Sweeney cresce in una famiglia lontana da Hollywood e, quando ha circa 12 anni, prende il suo sogno talmente sul serio da preparare per i genitori un piano per convincerli a lasciarla tentare. La famiglia finirà per trasferirsi a Los Angeles, ma la favola hollywoodiana non parte esattamente come previsto.Gli anni dell’adolescenza sono complicati: i soldi diventano un problema, la carriera non decolla come sperato e il matrimonio dei genitori finisce. Lei continua comunque a fare provini, accumulare piccoli ruoli e aspettare l’occasione giusta. Arrivano The Handmaid’s Tale e Sharp Objects, poi finalmente Euphoria. Cassie Howard le cambia la vita e trasforma Sweeney in uno dei volti più riconoscibili della sua generazione. È proprio durante gli anni di Euphoria che nasce il cortocircuito destinato ad accompagnarla fino a oggi. Sweeney parla pubblicamente del modo in cui le scene di nudo rischiano di condizionare la percezione del lavoro di un’attrice e racconta di aver discusso con Sam Levinson alcuni momenti in cui non riteneva necessario spogliarsi.Non rinnega quelle scene e negli anni chiarirà più volte il suo rapporto con la nudità sul set, ma il punto resta evidente: non vuole che Cassie e il suo corpo cancellino Sydney Sweeney attrice. E il curriculum, in effetti, comincia a darle ragione. Reality dimostra che può sostenere un ruolo completamente diverso, mentre con Immaculate diventa anche produttrice. La ragazza bionda di Euphoria vuole essere presa sul serio. Hollywood, però, è un posto in cui il talento aiuta, mentre l’attenzione aiuta spesso ancora di più.Sydney Sweeney e lo scandalo delle scene hot in Euphoria: ecco cosa ne pensa il fidanzato, Scooter BraunFoto: screenshot Instagram @sidney_sweeneyDa Anyone But You al Saturday Night Live: lo stereotipo cambia padronePoi arriva Anyone But You e qualcosa cambia. La commedia romantica con Glen Powell diventa un enorme successo commerciale e Sydney comprende quanto possa essere potente la combinazione tra cinema, gossip, sensualità e viralità. Durante la promozione, la presunta chimica tra i due protagonisti diventa quasi importante quanto il film stesso. Il pubblico parla di loro, i social impazziscono e il botteghino ringrazia. Da quel momento sembra iniziare una fase diversa: invece di continuare a combattere frontalmente l’immagine della bionda sexy che Hollywood le ha cucito addosso, Sweeney comincia a giocarci. Non la subisce più soltanto: la utilizza.Il passaggio diventa particolarmente evidente nel 2024, quando conduce Saturday Night Live. Anche lì la sua bellezza e lo stereotipo della ragazza bionda diventano materiale comico e Sweeney partecipa consapevolmente al gioco. È una svolta interessante perché il meccanismo è intelligente: se tutti parlano comunque del tuo corpo, tanto vale essere tu a decidere come farli parlare.Da qui in poi il confine tra autoironia, provocazione e marketing diventa sempre più sottile. Fino a raggiungere uno dei momenti più surreali della sua carriera pubblicitaria: il sapone Dr. Squatch realizzato in edizione limitata con quella che il marchio presenta come acqua proveniente dal bagno dell’attrice. Sembra una parodia del merchandising dedicato alle celebrity, invece è un prodotto reale. Va sold out. E a quel punto diventa abbastanza evidente che il mercato ha capito perfettamente cosa compra quando compra Sydney Sweeney.Sydney Sweeney torna con American Eagle: la nuova campagna shorts è già viraleSydney Sweeney e American Eagle: basta una polemica per vendere jeansNel 2025 arriva American Eagle e la macchina diventa ancora più sofisticata. La campagna Sydney Sweeney Has Great Jeans gioca volutamente sull’assonanza inglese tra jeans e genes. In uno dei video si parla di caratteristiche genetiche, capelli e colore degli occhi, prima di tornare ai jeans dell’attrice.Sweeney è bionda, bianca e con gli occhi azzurri: internet fa rapidamente il resto. Partono le accuse di richiami all’eugenetica e alla supremazia bianca, la pubblicità entra nel dibattito politico americano e persino Donald Trump interviene sul caso. Il brand respinge quelle interpretazioni, ma nel frattempo una campagna di denim è diventata una questione nazionale. Per un ufficio marketing è difficile immaginare un risultato più redditizio.Anche perché la polemica si inserisce in un’immagine pubblica che nel frattempo è diventata più divisiva. Già nel 2022 alcune fotografie della festa per i 60 anni della madre avevano provocato discussioni per la presenza di cappellini ispirati allo slogan trumpiano e magliette Blue Lives Matter. Successivamente è emersa anche la registrazione dell’attrice come elettrice repubblicana in Florida.Così Sydney passa progressivamente dall’essere semplicemente la star sexy di Euphoria a diventare, suo malgrado o meno, un personaggio utilizzato anche nello scontro culturale americano. Il dettaglio più interessante resta però commerciale: mentre tutti discutono se una pubblicità di jeans sia razzista, sessista, ironica o geniale, American Eagle ottiene una quantità di esposizione che difficilmente avrebbe potuto comprare con una normale campagna pubblicitaria.Foto: Instagram @sidney_sweeneySydney Sweeney, bufera di polemiche per la scena troppo esplicita di Euphoria 3: “È scandalosa”Sydney Sweeney nuda per Novig: ormai la provocazione è il prodottoEd eccoci a Novig. Solo che questa volta non ci sono nemmeno i jeans. Non c’è praticamente niente. Sydney Sweeney è nuda e l’attrezzatura sportiva serve soprattutto a evitare che Instagram abbia qualche problema con la campagna. Potremmo archiviare tutto sotto la categoria “provocazione pubblicitaria” se non fosse per un dettaglio fondamentale: lei è azionista dell’azienda.Non presta semplicemente il volto a Novig, ma ha un interesse diretto nel successo dell’operazione. Ed è proprio questo che rende la polemica diversa dalle precedenti. La domanda non può più essere soltanto se Hollywood stia sessualizzando Sydney Sweeney. A questo punto Sydney Sweeney sta utilizzando consapevolmente la sessualizzazione di Sydney Sweeney.A sollevare il problema, questa volta, sono state soprattutto le donne dello sport. Ariarne Titmus, Bree Rizzo, Skye Nicolson e Gracie Kramer hanno reagito alla campagna mostrando un’immagine completamente diversa: atlete che nuotano, corrono, combattono, si allenano. Corpi segnati dalla fatica e costruiti attraverso anni di disciplina, raccontati per quello che riescono a fare e non per quanto riescono ad attirare lo sguardo. Dopo anni trascorsi a chiedere che lo sport femminile venisse preso sul serio, vedere una celebrity nuda circondata da palloni utilizzata per vendere un prodotto legato proprio a quel mondo non poteva che provocare una reazione.Ed è difficile liquidarla come semplice moralismo. La questione non è il nudo di Sydney Sweeney, ma il linguaggio scelto per vendere lo sport: ancora una volta il corpo femminile diventa la scorciatoia più immediata per ottenere attenzione. Solo che questa volta a utilizzare quel meccanismo non è soltanto un’azienda che ha scelto una testimonial particolarmente famosa. C’è anche lei, dall’altra parte del contratto, a partecipare direttamente al business. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da trinity webb (@trin.webb)Sydney Sweeney, il corpo femminile e un empowerment che vende benissimoEd è qui che la parola empowerment comincia a stare un po’ stretta. Sydney Sweeney oggi controlla la propria immagine molto più di quanto facesse agli inizi della carriera: produce film, firma accordi, investe e trasforma la notorietà in capitale. Ha imparato perfettamente le regole di Hollywood e, soprattutto, quelle dell’attenzione. Se per anni ha cercato di sottrarsi allo stereotipo della bionda sexy, oggi sembra aver deciso che quello stesso stereotipo può essere utilizzato, gestito e soprattutto monetizzato.Il punto non è stabilire quanto ci sia di emancipato in tutto questo, né trasformare una campagna pubblicitaria in un processo alle intenzioni. È però curioso osservare come certi vecchi meccanismi riescano a tornare perfettamente di moda semplicemente cambiando confezione. Il corpo femminile continua a essere uno strumento formidabile per attirare attenzione; la differenza è che oggi chi lo espone può essere contemporaneamente testimonial, imprenditrice e azionista del prodotto che sta vendendo. Una posizione certamente più vantaggiosa, che però non rende automaticamente nuovo il messaggio.Sydney Sweeney, del resto, sembra aver capito meglio di molti altri che la polemica è diventata una valuta. I jeans fanno discutere, il sapone diventa virale, il nudo con i palloni manda in rivolta le campionesse olimpiche e intanto il suo nome resta ovunque. Come strategia di marketing funziona benissimo. Come rivoluzione dell’immagine femminile, forse un po’ meno.Foto: Instagram @sidney_sweeneyIl diavolo veste Prada 2: Sydney Sweeney tagliata fuori dal film all’ultimo, svelato il perché| Da Rumors.it