Parma si prepara all’anno da Capitale europea dei giovani. Il sindaco: «Fondamentali le nuove generazioni», ma solo 4 su 10 si sentono rappresentati dalle istituzioni

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Le nuove generazioni non hanno smesso di partecipare, ma chiedono di essere ascoltate di più. È questo il dato che emerge da una survey realizzata da AstraRicerche su oltre 2.000 giovani tra i 18 e i 34 anni residenti in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Secondo lo studio quasi otto giovani su dieci dichiarano di aver compiuto almeno un’azione di partecipazione pubblica nell’ultimo anno, eppure solo quattro su dieci si sentono davvero rappresentati dalle istituzioni. È proprio a partire da questa distanza che Parma, come ha spiegato il sindaco Michele Guerra, si prepara a vivere il 2027 come Capitale europea dei giovani.I giovani europei vogliono essere ascoltatiIl quadro non è quello di una generazione rassegnata. Quasi sette giovani europei su dieci ritengono infatti di poter incidere concretamente sulle politiche pubbliche. Una percentuale che in Italia arriva al 76%, il valore più alto tra i Paesi analizzati. Si tratta piuttosto di una perdita di fiducia nelle istituzioni perché una gran parte dei giovani ritiene che la sua voce non venga presa in considerazione nei processi decisionali. Non a caso, più di quattro giovani su dieci sostengono che una maggiore presenza delle nuove generazioni nelle istituzioni potrebbe contribuire a migliorare la qualità della democrazia. Da qui arrivano alcune richieste di maggiori spazi di aggregazione, più occasioni per partecipare ai processi decisionali e partecipativi e una maggiore attenzione alla formazione scolastica sui temi della cittadinanza e della partecipazione.Parma città europea 2027 È proprio questa distanza tra partecipazione e rappresentanza a costituire uno dei nodi centrali del progetto con cui Parma si prepara a vivere il 2027 come Capitale Europea dei Giovani. Si tratta di un titolo assegnato annualmente dallo European Youth Forum alle città che si distinguono per la capacità di coinvolgere le nuove generazioni. Era da 17 anni che il titolo non veniva assegnato a una città italiana. L’ultima era stata Torino, nel 2010. Come spiegano il sindaco Guerra e la presidente del comitato Parma European Youth Capital 2027, Emma Nicolazzi Bonati, l’obiettivo sarà portare il progetto oltre i confini della città e trasformare questa esperienza in un «acceleratore di opportunità» per tutto il Paese. Il progetto si basa sui temi della partecipazione, del benessere, della sostenibilità e dell’inclusione, sviluppati attraverso otto piazze tematiche in città e un sistema di eventi, laboratori e percorsi di co-creazione. Già dal 29 settembre partiranno i primi appuntamenti, che rappresenteranno il primo laboratorio pubblico di Parma come Capitale Europea dei Giovani.L’esperimento dello Youth Test e il Consiglio dei GiovaniTra gli strumenti già introdotti dalla città c’è lo Youth Test, un metodo per valutare l’impatto generazionale delle decisioni amministrative. L’obiettivo è verificare in che modo le scelte pubbliche incidano su temi come il lavoro, l’autonomia, la casa e il benessere delle nuove generazioni. Come ha raccontato il sindaco Michele Guerra, non è stato semplice abituarsi a questo strumento, ma usarlo è l’unico modo per «restituire centralità alle nuove generazioni» e fare in modo che «la politica e la democrazia tornino a essere percepite come strumenti credibili». Accanto a questo strumento è nato, durante la stesura della candidatura, il Consiglio Locale dei giovani. Un organismo formato da organizzazioni giovanili e singoli, nato proprio per rappresentare i giovani nelle istituzioni e aiutare a valutare l’impatto generazionale.L'articolo Parma si prepara all’anno da Capitale europea dei giovani. Il sindaco: «Fondamentali le nuove generazioni», ma solo 4 su 10 si sentono rappresentati dalle istituzioni proviene da Open.