Macklemore, il prezzo di un “free Palestine” e il caso Rai che nessuno racconta

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“Gillette Stadium ha un impegno di lunga data nel garantire un ambiente accogliente per tutti gli ospiti e nel garantire che gli eventi ospitati nella nostra sede non offrano una piattaforma per l’odio”, ha dichiarato Robert Kraft, patron dei New England Patriots, giustificando così l’esclusione del rapper Macklemore dal tour di Ed Sheeran. Una frase che riassume il perimetro entro cui, secondo il patron americano, è consentito parlare della tragedia palestinese: mai da un palco importante. Ma è davvero questo il confine tra libertà di parola e incitamento all’odio? Giorgio Bianchi, in diretta ai nostri microfoni, ha smontato questa narrazione allargando lo sguardo anche a un caso italiano rimasto ai margini del dibattito pubblico.Il boicottaggio di MacklemoreIl rapper statunitense, ospite fisso del tour di Ed Sheeran, era salito sul palco del MetLife Stadium in New Jersey intonando “Free Palestine” davanti a decine di migliaia di persone. Bastano queste parole, sottolinea Bianchi, per essere “evaporato” dal tour: nessuna accusa diretta, solo l’invocazione di libertà per un popolo. Eppure Kraft ha rivendicato pubblicamente le pressioni su Sheeran, e la macchina del boicottaggio si è messa in moto: band di supporto che si ritirano, la backing band irlandese che abbandona, Roger Waters che accusa Sheeran di aver scelto gli affari invece dell’amicizia.“Se dici mezza parola contro determinati soggetti sei morto, sei finito, non lavori più”, ha ricordato Bianchi, riprendendo un concetto già espresso da Mazzucchero. Per il commentatore si tratta dell’ennesima dimostrazione di come l’industria culturale, in mano a grandi gruppi privati, funzioni da cassa di risonanza per chi decide cosa è dicibile. “Punirne uno per educarne cento”, ha sintetizzato.Le parole ingegnerizzate e il caso RaiBianchi ha respinto con fermezza la definizione di “pro-PAL”, parlando di un termine “ingegnerizzato” per spaccare l’opinione pubblica su un tema che, a suo dire, non ha davvero un colore politico – un meccanismo non troppo diverso da quello usato durante la pandemia per etichettare come “no-vax” chiunque sollevasse dubbi.Da qui il collegamento a un episodio italiano restato fuori dai radar: la conferenza stampa di Filorosso su Rai3, dove la giornalista Maria Elena Scandaliato ha contestato ad Antonino Monteleone di rappresentare l’emblema degli esterni che tolgono spazio alle risorse interne, interrogandolo anche sul suo commento ironico ‘vai pikkolo angielo’ dopo la morte del cronista palestinese Anas al-Sharif. Per lo stesso Bianchi è la dimostrazione che certe posizioni pubbliche non penalizzano la carriera, anzi: “Alla fine guadagni pure a fare il garzone del macellaio. E oggi di garzoni del macellaio in Italia ce ne stanno tanti, e gli altri sanno che se non lo fanno manco quel lavoro fanno per raccattare quattro briciole”.The post Macklemore, il prezzo di un “free Palestine” e il caso Rai che nessuno racconta appeared first on Radio Radio.