Grecia. Lo Scudo di Achille rafforza la difesa, ma resta la dipendenza tecnologica da Israele

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Israele non consegnerà alla Grecia i codici sorgente riservati dei sistemi che comporranno lo Scudo di Achille, ma Atene manterrà il controllo del programma nazionale destinato a coordinare l’intera architettura di difesa. È questo il punto centrale dell’accordo da 3,035 miliardi di euro, che rafforzerà sensibilmente le capacità greche contro velivoli, missili, razzi e droni, creando al tempo stesso una relazione tecnologica di lungo periodo con Israele.Dopo le dichiarazioni del responsabile israeliano Moshe Patel, il ministero della Difesa israeliano ha precisato che imprese greche svilupperanno, con assistenza israeliana, un programma nazionale di comando e controllo. Il relativo codice e le successive modifiche resteranno sotto controllo greco. Atene potrà quindi gestire il sistema centrale incaricato di collegare sensori, radar e batterie, senza però necessariamente accedere ai codici interni dei singoli apparati israeliani, tra cui Fionda di Davide, Spyder, Barak MX e radar multiruolo.La distinzione delimita il grado di autonomia tecnologica della Grecia. Il programma centrale consentirà di stabilire la disposizione delle batterie, le priorità nella protezione di città, basi, porti e isole e l’integrazione di futuri sensori nazionali o alleati. Per modificare algoritmi di intercettazione, aggiornare determinate biblioteche delle minacce o intervenire sulle componenti più profonde dei singoli sistemi, Atene potrebbe invece continuare a dipendere dai produttori israeliani.La sovranità tecnologica, inoltre, non dipende esclusivamente dal possesso del codice sorgente, ma anche dalla disponibilità di documentazione, strumenti di sviluppo, chiavi di cifratura, ricambi, capacità industriali e diritti di modifica. Non esistono, al contrario, prove pubbliche dell’esistenza di un dispositivo israeliano capace di disattivare a distanza lo Scudo di Achille.Il programma coinvolgerà 19 imprese greche e assegnerà all’industria nazionale commesse per oltre 700 milioni di euro. Il ministro della Difesa Nikos Dendias ha indicato tra gli obiettivi proprio il controllo greco del programma di gestione e interconnessione, collegando il rafforzamento militare allo sviluppo delle capacità tecnologiche nazionali.Sul piano strategico, il nuovo sistema assumerà particolare importanza nei rapporti con la Turchia, con cui restano aperte controversie sull’Egeo, Cipro, lo spazio aereo, le acque territoriali e le risorse energetiche del Mediterraneo orientale. Una difesa stratificata aumenterà la protezione delle infrastrutture militari ed energetiche greche e renderà più complessa un’eventuale operazione destinata a saturarne le difese.Lo Scudo di Achille non sarà tuttavia impenetrabile. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di resistere ad attacchi simultanei, guerra elettronica, missili da crociera, falsi bersagli e sciami di droni, oltre che dall’integrazione con i Patriot statunitensi, gli F-35 e la rete NATO. La partecipazione americana allo sviluppo della Fionda di Davide potrebbe inoltre rendere necessarie autorizzazioni di Washington per alcune modifiche, inserendo Atene in un sistema di dipendenze tecnologiche che coinvolge Israele e Stati Uniti.Per Gerusalemme l’accordo rappresenta non soltanto uno dei maggiori contratti militari israeliani, ma anche uno strumento di influenza strategica. Sistemi di questa complessità richiedono per decenni manutenzione, munizioni, aggiornamenti, addestramento e pezzi di ricambio, creando un rapporto strutturale tra produttore e Paese acquirente.Il modello greco potrebbe interessare anche gli Stati del Golfo, potenziali clienti delle tecnologie israeliane. La formula prevede infatti un sistema nazionale di comando controllato dall’acquirente, affiancato da apparati israeliani il cui nucleo tecnologico rimane protetto. Altri Paesi potrebbero chiedere maggiori garanzie sull’accesso ai codici, sulla manutenzione locale e sulla possibilità di integrare sistemi provenienti da fornitori differenti.Atene avrà dunque un’elevata autonomia nella gestione operativa dello Scudo di Achille, ma un controllo più limitato sull’evoluzione tecnologica dei singoli apparati. La Grecia non sta acquistando soltanto missili, radar e sistemi di comando: sta costruendo una relazione militare e industriale pluridecennale con Israele, nella quale il rafforzamento della propria difesa dovrà essere bilanciato con la necessità di contenere la dipendenza dal fornitore.