AGI - Turisti delusi ma solidali con gli artigiani. San Gregorio Armeno, una delle strade più note al mondo, arteria di Napoli che è anche custode di identità di una collettività, con le serrande abbassate. Uno spettacolo mai visto prima se non all'epoca del Covid. I maestri delle botteghe dei presepi sono stati in sciopero fino a meta' giornata contro l'apertura di un negozio di souvenir. Uno dei tanti pronto a esibire calamitine e cianfrusaglie prodotte in serie che hanno già riempito buona parte della città, compreso il 'salotto buono' di via Chiaia dove se ne vedono ben 9 in meno di tre metri.La protesta degli artigiani contro lo snaturamento della viaI titolari di antiche ditte artigianali, le uniche protagoniste sinora della vita della strada, a parte qualche caffè, sono preoccupati dalla possibilità che l'apertura di attività commerciali che nulla hanno a che fare con la loro tradizione vada a snaturare questo pezzo di Napoli.E sui cartelli esposti si legge: "Non vogliamo bloccare il cambiamento, vogliamo difendere la nostra storia. Pastori, presepi, artigiani. Questa è San Gregorio Armeno. Salviamo l'identità di Napoli".La nota del Comune: "Ammessa la sola arte presepiale"Il Comune di Napoli, che nel 2023 aveva con una delibera impedito l'arrivo delle friggitorie a San Gregorio Armeno, con una nota ufficiale firmata dall'assessore al Turismo e alle Attivita' Produttive Teresa Amato, fa sapere che:"La strada rappresenta un patrimonio unico al mondo, simbolo identitario e culturale della nostra città. Nella strada di San Gregorio Armeno è ammessa la sola attività di produzione e vendita di prodotti dell'arte presepiale e dei pastori. Il Comune di Napoli segue con massima attenzione l'evoluzione della vicenda ed è al fianco delle botteghe storiche, confermando l'impegno quotidiano per proteggere il valore culturale, la storia e la tradizione presepiale che rendono San Gregorio Armeno il cuore pulsante e autentico della città".