Emma Bonino, i funerali di Stato laici con Mattarella e Meloni. La sua storica assistente: «Ha cambiato l’Italia e il mondo»

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«Emma è stata l’ispirazione di molte ragazze. Io ero una di quelle». È iniziato così il ricordo di Carla Taibi, storica assistente di Emma Bonino, durante le esequie laiche della leader radicale morta all’età di 78 anni, celebrate in Campidoglio alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Taibi ha raccontato i sedici anni trascorsi al fianco di Bonino, descrivendola come una «maestra» e un’amica «a modo suo», ma soprattutto come un esempio. «Emma era davvero tante, molte cose. Era tenace e testarda, con quella dignità di cui lei stessa parlava. Era precisa, esigente e intransigente», ha detto. Una donna che «studiava ogni questione, la sviscerava e non si arrendeva davvero mai», severa con gli altri perché, prima di tutto, lo era con se stessa.Le battaglie politiche e civili di BoninoNel suo intervento, Taibi ha ripercorso le principali battaglie politiche e civili di Bonino: dalla libertà delle donne alla lotta contro l’aborto clandestino e la violenza di genere, dalla nascita della Corte penale internazionale alla battaglia contro la pena di morte. E ancora i diritti umani, la lotta alla fame nel mondo, le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati, i diritti dei migranti, lo Stato di diritto e la democrazia. Battaglie diverse, ma unite da un unico principio: «La libertà delle persone di poter scegliere responsabilmente fino alla fine».Il rapporto con Pannella e la battaglia per gli Stati Uniti d’EuropaLa storica assistente ha poi sottolineato anche il ruolo di Marco Pannella e della comunità radicale nel percorso politico di Bonino. «Emma non ha mai pensato di essere sola», ha ricordato, spiegando come la leader abbia sempre riconosciuto il contributo di Pannella, del Partito Radicale e dei suoi compagni di battaglia. Quel patrimonio politico, ha aggiunto, è stato messo al servizio del partito fondato da Bonino, nel nome di quella che considerava una delle sue battaglie più importanti: «Gli Stati Uniti d’Europa come destino unico per le persone e le loro libertà». Secondo Taibi, Bonino non avrebbe voluto una commemorazione tradizionale. Il modo migliore per ricordarla, ha spiegato, è «tenere insieme tutte le sue battaglie», difendere i risultati già raggiunti e proseguire quelle rimaste incompiute, seguendo il suo metodo: «Con rigore, con studio, con ostinazione, col metodo della non violenza», anche quando quelle battaglie erano impopolari. Bonino, ha ricordato Taibi, «ha perso tante volte». Ma proprio la capacità di continuare a combattere nel tempo rappresentava per lei una forma di vittoria. «La durata è la forma delle cose», ha detto citando una frase cara a Bonino e Pannella. «Emma in qualche modo ha vinto», ha concluso, perché «oggi nessuno può dire che non abbia cambiato l’Italia e il mondo».Filomena Gallo: «Candidare la Corte penale internazionale al Nobel per la pace»Durante le esequie è intervenuta anche Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, che ha individuato nella nascita della Corte penale internazionale uno dei messaggi politici che Bonino avrebbe voluto lasciare. «È impossibile dire come avrebbe voluto onorare anche questa occasione», ha affermato Gallo, aggiungendo che Bonino avrebbe probabilmente mantenuto «l’impertinenza da monella di Montecitorio», come la definì il presidente Sandro Pertini, per affidare anche in questo momento un messaggio politico. Gallo ha quindi richiamato l’attenzione sulla Corte penale internazionale, che «oggi rischia di essere smantellata mattone dopo mattone dalle prepotenze di chi pratica la legge del più forte». Per questo, ha sottolineato, «va difesa». Bonino, che aveva sostenuto con forza la nascita della Corte e le aveva dedicato anni di attività, secondo Gallo avrebbe potuto appoggiare un’iniziativa dal forte valore simbolico: «Magari candidando la Corte stessa al Premio Nobel per la Pace».Una partecipazione bipartisanDa Carlo Nordio a Elly Schlein, da Massimo D’Alema a Paolo Gentiloni, passando per Carlo Calenda, Matteo Renzi e Giuseppe Conte, tra i primi ad arrivare in Campidoglio. Sono numerosi, e provenienti da schieramenti diversi, i rappresentanti della politica italiana presenti per l’ultimo saluto a Emma Bonino. A circa mezz’ora dall’inizio delle esequie sono arrivati, tra gli altri, Mario Monti, Roberto Giachetti con Maria Elena Boschi e Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Un omaggio bipartisan, dunque, con esponenti di forze politiche anche molto distanti tra loro riuniti fianco a fianco per ricordare la leader radicale e rendere omaggio alle sue battaglie.Foto copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, durante la veglia civile per Emma Bonino in Campidoglio a Roma, 14 settembre 2026L'articolo Emma Bonino, i funerali di Stato laici con Mattarella e Meloni. La sua storica assistente: «Ha cambiato l’Italia e il mondo» proviene da Open.