L’aeroporto di Catania resta chiuso oggi, martedì 15 settembre, per l’eruzione dell’Etna. A causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera “è stata prorogata la chiusura del settore B3 e C1, con conseguente prosecuzione della sospensione delle operazioni di volo fino alle 22“. Lo rende noto Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania precisando che “i passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”.Disservizi per circa 20mila passeggeriLa giornata di ieri è stata tra le più critiche dello scalo etneo, già colpito dalla recente chiusura dell’aeroporto per lo stesso motivo dal 7 al 17 agosto e il 6 e 7 luglio. Secondo le ricostruzioni effettuate da ItaliaRimborso, circa 20mila passeggeri hanno subito un disservizio tra riprogrammazioni, dirottamenti e cancellazioni. In totale 152 voli sono stati coinvolti: 82 cancellati (54 in partenza e 28 in arrivo); 70 tra dirottati e riprogrammati di cui 53 dirottati verso altri scali: Palermo (30), Comiso (12), Trapani (10) e Bari (1).A questi numeri si aggiungono i voli bloccati questa mattina e quelli che verranno coinvolti nel corso della giornata. Molti passeggeri hanno raccontato una giornata segnata da attese improvvise, cambi di gate, notifiche arrivate quando il programma era già saltato e itinerari trasformati in percorsi alternativi non sempre assistiti dalle compagnie. Oggi lo scenario non è più semplice. Le compagnie monitorano costantemente la situazione, ma l’imprevedibilità dell’eruzione rende impossibile garantire una programmazione stabile.ItaliaRimborso ricorda che “l’eruzione vulcanica rientra tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004. Non è prevista la compensazione pecuniaria. La tutela del passeggero, però, non si esaurisce qui. In caso di cancellazione, il viaggiatore può richiedere il rimborso del biglietto. La compagnia deve inoltre garantire assistenza a chi non è potuto partire da Catania. Quando l’assistenza non è adeguata, il passeggero ha diritto al rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale, purché ragionevoli e documentate”.“Lo stesso principio -spiega ancora ItaliaRimborso- vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. La compagnia deve garantire il completamento del viaggio da e per Catania. Se un volo è stato dirottato, ad esempio, a Palermo o Comiso, la compagnia deve provvedere al trasferimento del passeggero fino a Catania a proprie spese. In caso contrario, il viaggiatore può organizzarsi autonomamente, ad esempio attraverso un taxi, e chiedere il rimborso successivo, sempre con spese ragionevoli e documentate”.“La situazione che si è creata a Catania è sempre più complessa – dichiara Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso –. L’attività dell’Etna continua a condizionare pesantemente il traffico aereo e, di conseguenza, la vita di migliaia di passeggeri. È un quadro in continua evoluzione, che richiede decisioni rapide. Nella sola giornata di ieri abbiamo registrato circa 20mila viaggiatori coinvolti in cancellazioni, riprogrammazioni o dirottamenti. Numeri elevati che raccontano meglio di qualsiasi commento la portata del disagio. Il nostro lavoro, in queste ore, è quello di fornire informazioni chiare e assistenza concreta a chi si è trovato improvvisamente bloccato o costretto a cambiare itinerario”.L’amministratore della claim company poi continua: “È importante ricordare che l’eruzione vulcanica rientra tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento 261/2004. Ma questo non significa che il passeggero sia privo di tutele. Invitiamo tutti i viaggiatori coinvolti a conservare ricevute, documenti di viaggio e comunicazioni ricevute dalle compagnie. Sono elementi essenziali per ottenere il rimborso delle spese sostenute. In un contesto così instabile, la chiarezza dei diritti è la prima forma di tutela”.Questo articolo Aeroporto Catania oggi chiuso per eruzione Etna: cosa fare per i rimborsi proviene da LaPresse