Nessun preconcetto sulle proposte dell’opposizione, ma con la rivendicazione di un «implicito riconoscimento» del lavoro svolto finora dal centrodestra. A margine dell’incontro a Oslo con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde così alla lettera inviatale dalla segretaria del Pd Elly Schlein sull’utilizzo dei 14 miliardi di euro che l’Italia potrà impiegare entro il 2028 per la transizione energetica. La premier assicura di voler valutare nel merito i punti sollevati dai dem, ma non rinuncia a lanciare una stoccata politica alle minacce di proteste della minoranza e a rivendicare la paternità delle misure sull’efficienza energetica.Apertura senza pregiudizi e stoccata all’opposizioneInterpellata dai cronisti nella capitale norvegese, Meloni fa sapere che intende esaminare il documento inviato dal Nazareno appena rientrata in Italia. «Non ho avuto ancora il tempo di approfondire» la lettera di Elly Schlein, ha premesso la premier, ma «intendo approfondirla senza pregiudizi. Non ho assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate. Sicuramente non ho i pregiudizi dell’opposizione italiana che quasi quasi sta chiedendo di anda’ a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo. Se ci saranno delle proposte utili le prenderò in considerazione».«Un implicito riconoscimento del lavoro fatto»Oltre all’apertura al dialogo, la presidente del Consiglio sottolinea come le richieste del Pd vadano in realtà a premiare la linea economica dell’esecutivo su casa ed energia. «Da una lettura velocissima di questa lettera sono contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo», osserva Meloni prima di entrare nel dettaglio dei singoli provvedimenti. «Ricordo quando il Pd diceva che il Piano casa era fuffa, non serviva a niente, era vuoto: oggi si chiede di metterci più risorse. Il conto termico 3.0 è un provvedimento varato da questo governo, ci abbiamo messo 900 milioni all’anno, e se ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che funziona bene. Mi accontento per ora dell’implicito riconoscimento del lavoro fatto fin qui. Se ci sono cose buone non ho problemi a portarle avanti».Conte: «Nessun dialogo con chi vuole tornare al petrolio» Sull’apertura del Nazareno si consuma però una nuova spaccatura nel campo largo. Interpellato su quanto fatto da Schlein ai microfoni della trasmissione Dritto e Rovescio, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte boccia seccamente qualsiasi sponda al governo: «Io parlo per me. Io ho proposto a questo governo varie forme di collaborazioni, sul salario minimo ad esempio. Meloni ci ha preso in giro e ci ha sbattuto la porta in faccia, aumentando lo stipendio a Brunetta, e le indennità a ministri e sottosegretari, con gli italiani in braghe di tela». Per l’ex premier l’asse sull’energia con Palazzo Chigi non è praticabile: «Sono 4 anni che abbiamo fatto tante proposte. Oggi non ci sono le condizioni per lavorare insieme con chi, il governo Meloni, ha detto di voler fare le trivellazioni. Ritorniamo al petrolio…. Adesso Meloni è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi».L'articolo Meloni risponde alla lettera di Schlein: «Valuterò senza pregiudizi, ma riconosce il nostro lavoro». Conte: «Nessun dialogo con questo governo» proviene da Open.