Rinnova la carta d’identità e scopre di essere «nata ad Apuania», ma il Comune fascista non c’è più dal 1946

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Con una nuova carta d’identità, per la massese 82enne Anna Maria Tonazzini sono iniziati i problemi. Sui documenti aveva sempre trovato la dicitura «Nata a Carrara», ma con il rinnovo questa è diventata «Nata ad Apuania». Ovvero il comune fascista che è esistito solo tra il 1938 e il 1946 con la fusione di Carrara, Massa e Montignoso. Anna Maria è nata il 30 luglio 1944, proprio negli anni in cui quel Comune esisteva e questo dettaglio anagrafico, rimasto ininfluente per oltre ottant’anni, le sta ora creando grandi difficoltà, a partire dal codice fiscale, cambiato in automatico.La nascita nel comune che ora non esiste piùDecima di dieci figli, Anna Maria all’epoca viveva con la famiglia a Marina di Massa. A causa del conflitto «mia mamma per partorire si spostò in un paesino tranquillo, Bedizzano, una frazione dell’attuale Comune di Carrara persa tra le famose cave di marmo», ha detto Anna Maria al Tirreno. Lì trascorse le prime due settimane di vita, prima che i bombardamenti si allentassero e la madre potesse tornare a Massa e registrarla all’anagrafe locale. «In tempo di guerra succedeva spesso che gli sfollati venissero registrati nel luogo di residenza e non in quello di nascita», ha detto la donna. Nel 1944 per via dell’unione delle tre città, il Comune era lo stesso, quindi non sono stati sollevati dubbi.Perché sono sorti i problemi con il rinnovo del documentoIl problema è emerso qualche giorno fa, quando Anna Maria, che oggi vive sull’isola di Vulcano alle Eolie, con l’aliscafo è andata a Lipari per rinnovare il documento di identità in municipio. E lì c’è stato il primo problema. Il suo nome non risultava né nel Comune di Massa né in quella di Carrara. Secondo le ricerche, Anna Maria era nata ad Apuania, la città fascista che ha smesso di esistere nel 1946. In quel momento la signora ha accettato l’anomalia, ma poco dopo ha iniziato ad avere i primi disagi. Il cambio del Comune di nascita ha comportato in automatico anche un nuovo codice fiscale, con il rischio di disallineamenti su contratti, ricette mediche e pratiche burocratiche di ogni tipo. «Se devo prenotare un visita dal medico, posso farlo col nuovo codice, ma il problema è che ho tutto registrato con quello vecchio» ha raccontato Anna Maria al Tirreno. Aggiungendo: «Io il nuovo codice fiscale non lo voglio usare, non voglio dover rifare da capo tutti i documenti che ho, tutti i contratti. Ma non so come fare, non so neppure da dove cominciare».Un problema vecchio di 10 anniA complicare ulteriormente la vicenda è che questo è un dettaglio emerso solo ora, ma vecchio di anni. La modifica ai suoi dati anagrafici risalirebbe in realtà al 2016, quando fu effettuata senza che nessuno gliene avesse dato comunicazione. Una scoperta che pesa ancora di più data l’età e le difficoltà logistiche della donna. «Ho 82 anni: per me è già pesante fare avanti e indietro in aliscafo tra Vulcano e Lipari, figuriamoci se sono in grado di gestire tutta questa burocrazia».L'articolo Rinnova la carta d’identità e scopre di essere «nata ad Apuania», ma il Comune fascista non c’è più dal 1946 proviene da Open.