Usa, i pezzi segreti del caccia F-35 finiscono a Hong Kong: dirottata la spedizione partita dall’Australia

Wait 5 sec.

WASHINGTON — «Dove sono finiti i pezzi del caccia più protetto d’America?». È la domanda che da mesi circola, a porte chiuse, nelle commissioni per la sicurezza nazionale del Congresso. Una spedizione di componenti dell’F-35 classificati come «unserviceable» — da riparare, secondo il gergo del programma — è partita dall’Australia diretta negli Stati Uniti, è stata dirottata mentre attraversava il Pacifico ed è finita a Hong Kong, regione amministrativa speciale cinese. Lo ha rivelato venerdì Politico, citando tre persone a conoscenza del dossier; in serata il Pentagono ha confermato l’esistenza del caso.Il dettaglio che ha fatto scattare l’allarme è uno: tra i pezzi c’è la cupola acrilica del tettuccio del cockpit, il canopy, che incorpora tecnologia stealth «cui hanno accesso solo gli Stati Uniti e i suoi alleati». Al 18 settembre, posizione e custodia dei componenti restano ignote. La vicenda era stata tenuta riservata: i funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono ne hanno parlato per la prima volta allo staff delle commissioni competenti a giugno, e altri briefing sono attesi nelle prossime settimane.Chi ha dirottato il carico? Il trasporto era affidato a un intermediario logistico che operava per conto di Lockheed Martin, il contractor principale del programma F-35. Ma nessuno, finora, ha saputo dire se il cambio di rotta sia stato un errore o un atto non autorizzato. Né chi abbia oggi fisicamente i pezzi in mano: un vuoto che, trattandosi di territorio sotto sovranità cinese, pesa più di ogni altra cosa.Non ci sono indicazioni pubbliche che le autorità o i militari di Pechino abbiano ottenuto i componenti. Ma il punto è un altro: per chi studia il jet più costoso della storia militare americana, poter esaminare fisicamente un canopy — misurarne i materiali, tentarne il reverse engineering — sarebbe un premio raro. Basta l’incertezza sulla custodia, in altre parole, perché il danno alla fiducia degli alleati sia già fatto.Un milione di ricambi sparitiCome si perde un pezzo di un aereo da 80 milioni di dollari? La risposta, imbarazzante, l’aveva già data nel 2023 la Corte dei conti americana, il Government Accountability Office: oltre un milione di ricambi dell’F-35 risultati mancanti nei cinque anni precedenti. Il Pentagono, scrivevano i revisori, non tiene registri patrimoniali adeguati e non ha potuto nemmeno esaminare perdite per decine di milioni di dollari, perché i dati sono controllati da Lockheed. La rete globale di manutenzione del caccia — che coinvolge gli Stati Uniti e i partner alleati, Australia compresa — si regge su una logistica esternalizzata in cui la catena di custodia è l’anello debole.E gli interessati, che cosa rispondono? L’ufficio del programma F-35 al Pentagono ammette «un problema di spedizione di componenti non riparabili dell’F-35 Lightning II» e assicura di lavorare «per recuperare questi componenti, indagare sull’incidente e introdurre salvaguardie per evitare che accada di nuovo». Lockheed Martin non spiega il dirottamento: «I nostri team gestiscono ogni spedizione con la massima diligenza e le massime salvaguardie per garantire l’integrità del programma e la sicurezza dei partner alleati». Nessuna delle due dichiarazioni dice dove siano i pezzi.La tempistica non aiuta. Nella stessa settimana il Dipartimento di Stato ha approvato una possibile vendita da 24,3 miliardi di dollari all’Arabia Saudita: 48 F-35, motori, ricambi e supporto, soggetta al via libera del Congresso. Lo stesso Congresso che ora vuole capire come un tettuccio stealth abbia potuto attraversare il Pacifico nella direzione sbagliata.