C’è un metaverso parallelo dove il Muro di Berlino non è mai caduto, la logica dei due blocchi non è mai venuta meno e l’Unione Sovietica impera ancora sfavillante nella parte est del mondo; e in questo metaverso, a quanto pare, vivono i Giovani Democratici. Dopo l’uscita di Virginia Libero, la segretaria dei giovani dem balzata agli onori delle cronache per la sua singolare crociata a favore dell'”organizzazione dei disertori”, la Festa dell’Unità di Reggio Emilia ci ha regalato un vero e proprio bis: il secondo tragico giovane dem.Se la Libero aveva già offerto spunti notevoli, pur mantenendo tutto sommato un linguaggio e una forma in linea con i nostri tempi, qui tocchiamo vette ben più alte del grottesco. Il giovane consigliere comunale di Cesena, Marco Rocco De Luca, salito sul palco di Reggio Emilia, ha deciso di sfoggiare non solo un repertorio di idee fieramente antiatlantiche, antioccidentali e anticapitaliste che farebbero impallidire persino il Politburo, ma soprattutto un’impostazione scenica e verbale da perfetto funzionario del PCUS.Il punto non è nemmeno lo spessore ideologico della galassia pro-Pal, ormai sintonizzata su frequenze che farebbero sentire un moderato persino Karl Marx; il vero capolavoro è la forma. Questo ragazzo non comunica: emana delibere del comitato centrale. Ha quel modo di atteggiarsi, quella cadenza e quella terminologia burocratica che ti aspetti da un commissario politico incaricato di epurare i kulaki, non da un millennial che si affaccia al mondo della politica.È un fossile vivente ibernato nella naftalina ideologica e catapultato per puro errore al centro della scena contemporanea. Non si sa bene da dove sia arrivato o a quale asse temporale appartenga, ma ascoltarlo è un’esperienza mistica e surreale: usa le parole come manganelli semantici, snocciola concetti triti e ritriti con la stessa emozione di un burocrate di regime.È talmente fuori dal mondo da risultare quasi commovente, se non fosse per quel retrogusto tragicomico che ti fa domandare quale beffardo esperimento di ingegneria temporale abbia generato una caricatura sovietica così perfetta nel ventunesimo secolo.Così, mentre il mondo reale va avanti tra le complesse sfide globali del nostro tempo, la galassia dem continua a produrre cloni convinti di essere ancora in piena rivoluzione bolscevica. Se l’obiettivo era lanciare idee, proposte concrete e una visione reale di Paese, il risultato è miseramente fallito; ci si è limitati a rispolverare una retorica e una dialettica degne della peggiore burocrazia sovietica.Se invece l’obiettivo era strappare qualche risata amara davanti all’ennesima maschera del circo politico italiano, beh, chapeau: il compagno Marco Rocco De Luca ha proprio fatto centro.Salvatore di Bartolo, 19 settembre 2026L'articolo “Siamo nipoti dei comunisti”. Madame e monsieur, ecco a voi il secondo tragico giovane Pd proviene da Nicolaporro.it.