La mossa di Meloni che spiazza tutti

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Meglio perdere che governare da ostaggi. Giorgia Meloni fissa la sua linea con una dichiarazione passata in sordina, ma per nulla trascurabile: «Per me è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare». Il messaggio, pronunciato rispondendo a chi le chiedeva se ci fossero margini per una futura alleanza con Roberto Vannacci, è una mezza porta chiusa in faccia al generale.Con la nuova legge elettorale, appena approvata dal Senato, che fissa il premio di maggioranza al 42 per cento, i sondaggi inchiodano, almeno al momento, il centrodestra sotto quella soglia, senza l’apporto di forze esterne come potrebbe essere Futuro Nazionale. Ma la premier non sembra disposta a imbarcare chi — riportiamo testualmente le parole della premier — pur essendo stato eletto nel centrodestra, flirta e vota sistematicamente con le opposizioni.Il ragionamento è tagliente: «Quando questo accade una volta, può accadere anche una seconda». Il senso è chiaro: inseguire il 42 per cento per ritrovarsi poi con una maggioranza paralizzata dai veti e dall’ingovernabilità sarebbe un prezzo troppo alto da pagare. Un lusso che il Paese non può permettersi e che Fratelli d’Italia, per bocca della sua stessa leader, non sembra intenzionato a correre.Se il prezzo della vittoria è l’impotenza, Meloni è dunque pronta a fare a meno di quel premio. Un avvertimento chiaro agli alleati e ai naviganti della politica nostrana: la stabilità e la capacità di governare vengono prima di qualsiasi calcolo elettorale.In altre parole, per la premier non basta mettere insieme una coalizione capace di superare una soglia e conquistare l’agognato premio di maggioranza. Quel consenso deve tradursi in una maggioranza realmente in grado di governare, senza dipendere da parlamentari pronti a cambiare posizione o a condizionare l’azione dell’esecutivo.Ed è proprio qui che si inserisce il caso Vannacci. La questione non è soltanto quella di aggiungere qualche punto percentuale potenzialmente decisivo alla coalizione, ma capire quale prezzo politico avrebbe quell’operazione. Per Meloni, evidentemente, l’aritmetica e i calcoli elettorali non possono venire prima della governabilità.Leggi anche: Follia Pd:Il partito di Vannacci va sciolto;. Il governo lo gelaMeloni sbatte la porta in faccia a VannacciLa partita, comunque, è appena cominciata. Da una parte c’è l’esigenza di allargare il perimetro del centrodestra per raggiungere la soglia prevista dalla nuova legge elettorale. Dall’altra, la necessità di evitare che quell’allargamento si trasformi, una volta arrivati a Palazzo Chigi, in una fonte permanente di veti e tensioni.La linea della premier, almeno per ora, appare netta: meglio non vincere che vincere senza governare. Ma la partita, si sa, è ancora lunga. E non è detto che non possa regalare sorprese fino al novantesimo.Salvatore di Bartolo, 19 settembre 2026L'articolo La mossa di Meloni che spiazza tutti proviene da Nicolaporro.it.