Mentre la premier Giorgia Meloni e il vice e ministro degli Esteri Antonio Tajani continuano sulla guerra in Ucraina ad essere perfettamente allineati alla posizione intransigente verso la Russia dell’Unione europea, totalmente chiusa al dialogo con il presidente Vladimir Putin e che parla quotidianamente di nuove armi e soldi da inviare a Kiev, l’altro vicepremier Matteo Salvini ha fatto una mossa politica, economica e diplomatica significativa, anche in termini di consenso elettorale visto che la maggioranza molto ampio degli italiani e degli elettori di Centrodestra – in tutti i sondaggi di opinione – mostra stanchezza e disappunto forti per il continuo sostegno militare e finanziario all’Ucraina.Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha incontrato ieri a Milano una delegazione di imprenditori italiani che operano in Russia, accompagnata dal presidente di Gim Unimpresa, Vittorio Torrembini, che ha organizzato l’iniziativa, come promesso in occasione del primo confronto in videocollegamento dello scorso luglio con l’assemblea della stessa associazione a Mosca, con 150 imprenditori collegati. Un modo concreto per tenere aperto un canale con la Russia, mercato importantissimo per l’Italia e soprattutto la Lombardia prima del conflitto.Prima della guerra in Ucraina, infatti, l’interscambio commerciale annuale tra la Lombardia e la Russia valeva circa 4 miliardi di euro (di cui oltre 2,17 miliardi di export lombardo nel 2021), mentre a livello nazionale l’interscambio complessivo con l’Italia superava i 20-22 miliardi di euro. Ma vediamo i numeri.Valore totale: circa 4 miliardi di euro all’anno considerando l’intero asse commerciale (import ed export). Esportazioni: nel solo 2021 le merci lombarde dirette in Russia hanno raggiunto i 2,17 miliardi di euro. Settori chiave: macchinari e apparecchiature (33%), prodotti chimici (15%) e abbigliamento/moda (11%). Province più attive: Milano (leader con oltre 900 milioni di export), Brescia e Bergamo. Aziende Coinvolte: non esiste un numero unico ufficiale e fisso delle singole piccole e medie imprese lombarde fornitrici occasionali, ma sul piano nazionale si stima che circa 500 aziende italiane (molte delle quali con sede o radici in Lombardia) avessero aperto filiali, stabilimenti o attività dirette in territorio russo nei settori dell’energia, meccanica, chimica e automotive. Si tratta di decine di migliaia di posti di lavoro persi con la guerra e l’intransigenza di Bruxelles, molti dei quali in Lombardia. Il segnale lanciato da Salvini, sicuramente notato dall’ambasciata russa a Roma, serve a rompere il mainstream che vede l’Italia appiattita sulle posizioni anti-Mosca di Francia, Germania e soprattutto Regno Unito. Quando ci sarà la pace o un accordo per far cessare le ostilità, il vicepremier leghista avrà già posto le basi per la ripresa del commercio Italia-Russia, un motore in termini di crescita economica e occupazionale.Il comunicato della LegaL’INCONTRO DI SALVINI – Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha incontrato ieri a Milano una delegazione di imprenditori italiani che operano in Russia, accompagnata dal presidente di Gim Unimpresa, Vittorio Torrembini, che ha organizzato l’iniziativa, come promesso in occasione del primo confronto in videocollegamento dello scorso luglio con l’assemblea della stessa associazione a Mosca, con 150 imprenditori collegati.Un confronto chiesto per ascoltare direttamente le esigenze e le difficoltà che centinaia di imprese italiane stanno affrontando a causa del conflitto e delle sue conseguenze economiche. Sono ancora oltre 300, infatti, le imprese italiane che lavorano con la Russia, per un interscambio economico di circa 8 miliardi (a fronte dei 30 miliardi del 2013).Salvini ha ribadito l’auspicio che la guerra possa concludersi al più presto, con una ripresa del dialogo diretto fra Ucraina e Russia, nonché il massimo impegno per tutelare le imprese italiane e i relativi posti di lavoro, nel nome dell’interesse nazionale. In quest’ottica, come sottolineato da più imprenditori intervenuti, l’eventuale blocco dei visti turistici per l’Italia e l’Europa, richiesto da qualche capitale europea, sarebbe un’ulteriore scelta punitiva nei confronti di cittadini che nulla hanno a che fare con la guerra, nonché un ulteriore danno per l’economia italiana.L'articolo Salvini incontra gli imprenditori che operano in Russia e pone le basi per riavviare il commercio. Per la Lombardia sono 4 miliardi di interscambio e oltre 2 di export proviene da Nicolaporro.it.