Di insalata ce n’è sempre di meno. Così come melanzane, peperoni e carote. E i pomodori. Al loro posto nelle Esselunga c’è un cartello: «A seguito delle condizioni climatiche delle zone di produzione, la disponibilità di alcuni prodotti ortofrutticoli potrebbe essere temporaneamente ridotta». Il clima crea problemi al carrello della spesa nei supermarket. A causa di siccità, roghi e grandine.Gli alimenti scomparsi«Il caldo prolungato ha rallentato la crescita di alcune colture, mentre vento e temporali hanno danneggiato parte dei raccolti, rendendo più complesse e variabili la disponibilità e la continuità delle forniture», spiegano dai supermercati a Repubblica. Coldiretti ha contato danni per tre miliardi di euro. Ovvero tra il 10 e il 40% in meno di produzione per frutta e verdura e l’aumento del 20% degli scarti. I pomodori spariscono. Per l’insalata si arriva al 30% in meno. Il caldo ha cotto le angurie in Puglia, l’umidità ha danneggiato gli agrumi in Calabria, lo stress da calore ha colpito uva e olive.Il clima e i supermercati«Alcune referenze di insalate in busta potrebbero essere temporaneamente non disponibili a causa di difficoltà di approvvigionamento delle materie prime», dicono nei negozi Tigre. «Se ordiniamo cento colli, ne arrivano cinquanta», aggiunge un commesso. «A causa del gran caldo qualche prodotto è arrivato in anticipo», spiega Lorenzo Bazzana di Coldiretti. «Se non troviamo qui i pomodori, dobbiamo farli arrivare dall’Olanda a 4 euro al chilo per i grossiti, 7 o 8 euro sullo scaffale», osserva Gianni Tapinassi, presidente del Mercafir di Firenze.L'articolo Insalata, pomodori, melanzane: ecco perché nei supermercati se ne trovano sempre meno proviene da Open.