Dopo le modifiche effettuate a dicembre 2024, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato nel 2026 un ulteriore percorso di revisione del Codice della Strada, sottoponendo a operatori e associazioni di settore i materiali di lavoro destinati alla consultazione. L'obiettivo dichiarato è rendere il sistema sanzionatorio più proporzionato e le procedure più semplici e comprensibili per i cittadini. Tra i temi che interessano maggiormente gli automobilisti c'è quello delle multe e dei ricorsi. La proposta in discussione prevede infatti un cambiamento significativo delle conseguenze economiche nel caso in cui il ricorso al Prefetto venga respinto.È però fondamentale chiarire fin dall'inizio un aspetto: le nuove regole fanno parte del materiale di riforma attualmente allo studio e non sono già applicabili. Il Codice della Strada vigente resta quello previsto dal decreto legislativo n. 285 del 1992, con le successive modifiche apportate dalla legge n. 177/2024.Ricorso al Prefetto: cosa potrebbe cambiareIl sistema attuale consente all'automobilista che ritenga ingiusta o illegittima una sanzione di utilizzare diversi strumenti di opposizione, tra cui il ricorso al Prefetto e quello al Giudice di pace. La revisione allo studio del MIT interviene proprio sulla procedura amministrativa, con l'intento di renderla più strutturata e uniforme.Secondo l'impostazione attualmente in discussione, il ricorso al Prefetto dovrebbe essere trasmesso all'organo di Polizia dal quale dipende l'agente accertatore, anziché essere indirizzato direttamente alla Prefettura. Resterebbero utilizzabili, nelle modalità previste dalla disciplina, strumenti come la raccomandata e i canali telematici certificati. Il nuovo procedimento dovrebbe inoltre prevedere un dettaglio preciso delle diverse fasi, dalla trasmissione degli atti fino alla decisione dell'autorità competente.Si tratta di un passaggio importante perché, in materia di sanzioni stradali, rispettare i termini procedurali è essenziale: un errore nell'invio o il mancato rispetto delle scadenze può infatti incidere sulla possibilità di far valere le proprie ragioni.Addio al raddoppio della multa? La proposta del nuovo CodiceÈ probabilmente questo il passaggio destinato a suscitare maggiore interesse tra gli automobilisti. La riforma allo studio prevede il superamento del meccanismo del raddoppio della sanzione in caso di rigetto del ricorso al Prefetto, introducendo, secondo l'impostazione della proposta, un incremento pari a un terzo dell'importo originario. Nella pratica, sulla base di una sanzione di 150 euro con il meccanismo del raddoppio l'importo potrebbe arrivare a 300 euro, mentre con la soluzione prevista dalla proposta di riforma, l'incremento sarebbe invece di un terzo: l'importo diventerebbe quindi 200 euro.La modifica avrebbe quindi l'effetto di ridurre l'impatto economico del rigetto del ricorso, almeno rispetto all'attuale meccanismo del raddoppio. Questo, tuttavia, non significa che la riforma trasformerebbe il ricorso in una scelta priva di conseguenze. La valutazione dovrebbe comunque partire dalla fondatezza delle proprie contestazioni, dai termini disponibili e dalle modalità previste per la procedura.Multe rilevate dalle telecamere: notifica più rapidaUn'altra delle novità indicate dal MIT riguarda le sanzioni accertate attraverso dispositivi automatici. La proposta punta a ridurre da 90 a 30 giorni il termine per la notifica di alcune violazioni accertate da remoto. Il Ministero ha inserito questa misura tra quelle finalizzate a garantire maggiori tutele ai cittadini e a ridurre i tempi che intercorrono tra l'infrazione e la conoscenza della sanzione.Il principio riguarda, in particolare, gli accertamenti effettuati attraverso sistemi tecnologici, come quelli utilizzati per il controllo della velocità, delle ZTL e di altre violazioni rilevate senza contestazione immediata. Anche in questo caso, però, non bisogna confondere la proposta con una regola già applicabile. La riduzione a 30 giorni dovrà essere valutata alla luce del testo normativo definitivo e dell'esatta individuazione delle violazioni interessate. Per l'automobilista il cambiamento avrebbe comunque una conseguenza concreta: ricevere prima il verbale significherebbe poter conoscere tempestivamente l'infrazione contestata e, se necessario, valutare nei tempi previsti se pagare o presentare opposizione.Più controlli, ma anche più garanzieLa revisione proposta dal MIT non riguarda soltanto l'entità delle multe. Tra gli obiettivi dichiarati c'è infatti anche quello di costruire un sistema nel quale alla maggiore efficacia dei controlli corrispondano procedure più chiare per il cittadino. Il Ministero ha indicato, tra le direttrici della riforma, proprio il potenziamento del ricorso al Prefetto e una disciplina più semplice dell'autotutela, cioè la possibilità di chiedere all'amministrazione di intervenire quando un verbale presenta errori. L'idea è consentire di correggere più facilmente gli errori evidenti senza costringere necessariamente il cittadino ad affrontare una procedura complessa.Tra i casi che possono assumere rilievo rientrano, a seconda di quanto sarà stabilito dalla normativa definitiva, errori relativi al destinatario del verbale, alla notifica o all'applicazione della disposizione contestata. Attenzione però a non confondere autotutela e ricorso: la possibilità di chiedere all'amministrazione di correggere o annullare un verbale non deve essere automaticamente considerata alternativa ai rimedi ordinari. Le scadenze per impugnare una sanzione devono essere verificate con attenzione, perché la presentazione di un'istanza amministrativa non comporta necessariamente la sospensione dei termini previsti per il ricorso.In altre parole, chi ritiene di avere ricevuto una multa illegittima non dovrebbe limitarsi a presentare una richiesta di autotutela senza verificare contestualmente quali siano i termini per gli eventuali strumenti di opposizione. È proprio questo uno degli aspetti sui quali il testo definitivo della riforma dovrà fornire indicazioni precise.Il nuovo impianto del Codice della Strada è comunque in evoluzione e se il progetto sarà confermato nel testo definitivo, il rigetto del ricorso al Prefetto non comporterebbe più il raddoppio automatico della sanzione, ma un aumento più contenuto, indicato nella proposta in un terzo dell'importo originario. Allo stesso tempo, la possibile riduzione a 30 giorni della notifica di alcune multe rilevate da remoto e la semplificazione dell'autotutela potrebbero modificare in modo significativo il rapporto tra automobilista, organi accertatori e amministrazione.Il TOP Android senza compromessi? Samsung Galaxy S25 Ultra, compralo al miglior prezzo da Rimediashop.it a 729 euro. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE