Roberto Sergio saluta e l’amministratore delegato, Giampaolo Rossi, assume ad interim il ruolo di amministratore generale della Rai, mentre si accende il dibattito su ‘Report’. Dal caso Ranucci alla governance, è stata una seduta fiume quella del consiglio di amministrazione del servizio pubblico, riunito in via Severo per la prima volta dopo la pausa di agosto. Un periodo tutt’altro che vacanziero per i piani alti aziendali, vista la lunga coda della vicenda con protagonista Sigfrido Ranucci, presto trasformatasi in contenzioso giudiziario. L’addio di SergioSul fronte Sergio il tema più spinoso riguardava il ruolo di direttore generale di Rtv San Marino. Sul punto non sono mancate le tensioni interne, ma alla fine ha prevalso la linea che rimetterà il tema a una delibera del Cda, forse già nell’incontro in programma il 29 settembre a L’Aquila in occasione del Prix Italia. Il tutto, viene spiegato, per una “questione procedurale”. Sergio ha, intanto, ribadito il suo addio con un post su Facebook: “Come già noto, il prossimo 30 settembre concluderò anticipatamente, per mia scelta personale, il percorso professionale in Rai, dopo oltre ventidue anni trascorsi al servizio dell’azienda in ruoli di crescente responsabilità”, ha scritto il dg uscente. “A valle delle determinazioni che il consiglio di amministrazione della Rai assumerà nella riunione prevista a fine mese, valuterò, in piena e totale autonomia, il mio futuro professionale. Deciderò quindi se proseguire il mio impegno alla guida di San Marino Rtv, accompagnando il percorso di rilancio e sviluppo avviato in questi anni, oppure se considerare nuove sfide e opportunità professionali”, ha aggiunto. Il caso RanucciSul caso Ranucci, si legge nella nota Rai, il cda “ha ricevuto un’informativa sui diversi profili, anche editoriali – questi ultimi da parte del direttore Approfondimenti – sulla vicenda relativa alla trasmissione ‘Report’ che partirà a novembre prossimo, alla quale è seguito un confronto tra i consiglieri”. Nel dibattito interno, a quanto risulta, i consiglieri sono stati informati su come si è intervenuti, sviscerando cosa si è fatto sull’argomento negli ultimi due mesi. E si è discusso del contenzioso aperto: da una parte il ricorso presentato da Ranucci per il reintegro a ‘Report‘, su cui è prevista per il 25 settembre la prima udienza davanti al giudice del lavoro di Roma, dall’altra la procedura disciplinare aperta dalla Rai nei confronti del conduttore anche alla luce di quanto emerso dall’attività del codice etico. Ma per i consiglieri Alessandro di Majo, Roberto Natale e Davide Di Pietro la ricostruzione fornita durante la seduta non è “per nulla convincente. Ancora l’azienda non risponde alla domanda essenziale: l’amicizia con Lavitola ha condizionato o no i contenuti del programma? Per giustificare la rimozione, l’ad Rossi e il direttore dell’Approfondimento Corsini hanno fatto generico riferimento a ‘continue pressioni’ che avrebbero impedito alla redazione di lavorare in serenità e a una ‘situazione di incompatibilità’, senza saper contestare fatti specifici che abbiano inciso su una trasmissione fin qui apprezzatissima dal pubblico. Nessun riferimento invece alle pressioni politiche, quelle sì evidenti e scomposte, che da molto tempo si esercitavano contro Report e che l’azienda non ha mai voluto o saputo arginare”. I tre consiglieri affermano di aver anche denunciato “la quantità di dichiarazioni, interviste, interventi sui social che anche in queste settimane hanno visto protagonisti alcuni conduttori Rai, con esternazioni lesive di un corretto rapporto con l’azienda e incompatibili con i doveri di chi lavora per il servizio pubblico. Dall’ad e dal direttore dell’Approfondimento è venuta l’assicurazione che queste uscite non saranno più tollerate. Vigileremo affinché questo impegno sia mantenuto”. Questo articolo In cda Rai il caso Ranucci, l’addio di Sergio e governance: su Report l’opposizione chiede chiarezza proviene da LaPresse