La corsa dell’Italia verso EURO 2032, il tema degli stadi e il progetto di riqualificazione del Renzo Barbera sono stati al centro dell’evento “Il Sud in Europa: Palermo FC, storia di partecipazione popolare”, andato in scena a Roma con la partecipazione dei vertici del Palermo FC, dei rappresentanti di City Football Group (proprietaria del club rosanero) e delle istituzioni nazionali e locali.All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il presidente della FIGC Giovanni Malagò, il commissario del Governo per gli stadi Massimo Sessa, il presidente del Palermo Dario Mirri, il CEO Giovanni Gardini e Alberto Galassi, componente del board City Football Group-Palermo. Presenti anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e Carolina Varchi, promotrice dell’iniziativa.Massimo Sessa, commissario del Governo per gli stadiA fare il punto sul percorso verso gli Europei è stato Massimo Sessa, commissario del Governo per gli stadi, che ha mostrato fiducia rispetto alla capacità dell’Italia di rispettare le scadenze e completare gli interventi necessari. «Siamo volutamente ottimisti, in Italia come al solito si arriva sempre all’ultimo momento ma poi, perché siamo bravi e perché ci vogliono bene da lassù, penso che arriveremo all’obiettivo prefissato che è quello di entrare per la gestione degli Europei EURO 2032».Sessa ha ricordato anche il passaggio politico che ha consentito di imprimere un’accelerazione alle procedure: «Un piano è stato approvato da Abodi, il ministro Salvini e Giorgetti dichiarando queste opere strategiche e consentendo così di velocizzare gli aspetti tecnici amministrativi. Adesso è difficile posizionare le “macchine” sulla griglia di partenza», ha spiegato a proposito degli stadi che potrebbero essere “in vantaggio”.Il principale nodo resta però quello dei tempi: «Sono processi complessi, il tema è il tempo però la politica ha i suoi. Alla fine c’è stata saggezza di sintesi e poi stiamo tutti correndo. Adesso siamo tutti all’unisono perché questi eventi in qualche modo trascinano lo sviluppo del territorio e la riqualificazione. È un treno che non possiamo e non dobbiamo perdere».Tra CFG e Palermo: Alberto Galassi e Giovanni GardiniSul fronte del progetto per il Barbera, Alberto Galassi ha ribadito la centralità degli investimenti infrastrutturali nella strategia di City Football Group: «Il City Group quando investe in una società di calcio investe anche sulle infrastrutture. Crediamo fortemente che siano importanti come quello che avviene nei 90 minuti in campo».Galassi ha quindi quantificato l’impegno previsto per l’impianto: «Lo stadio è un investimento da 200 milioni di euro, già sono stati spesi 10 milioni sul Barbera. Il City ha fatto il centro sportivo che mancava a Palermo da 126 anni. Abbiamo dimostrato, adesso c’è un’occasione straordinaria». L’obiettivo dichiarato è particolarmente ambizioso: «Non voglio perdere, faremo l’impensabile affinché questo progetto sia nei tempi, nella forma e nella sostanza il più bello stadio d’Italia non per EURO 2032 ma in generale».Per Giovanni Gardini, CEO del Palermo, il percorso degli ultimi mesi dimostra invece come, anche in Italia, sia possibile accelerare progetti complessi quando esiste una convergenza tra soggetti pubblici e privati. «Sogno, straordinarietà e comunità. Il sogno è quando ci siamo trovati con Michele Uva e il Palermo era fuori dalle città potenzialmente candidabili. In questi mesi si è fatto un percorso straordinario, questo per dimostrare che quando si vogliono fare le cose e ci si mette la qualità dei soggetti il risultato si ottiene».Gardini ha poi ringraziato i soggetti che hanno accompagnato il progetto: «Noi ringraziamo tutti quelli che sono stati al nostro fianco, il Comune, la Regione, i progettisti, gli organismi nazionali e internazionali». Quindi la fiducia sull’esito del percorso: «In Italia quando si vuole le cose si possono fare, le difficoltà ci saranno ma con il concetto di comunità sono sicuro che porteremo a casa il risultato che la Sicilia merita di avere».Dario Mirri, presidente del PalermoIl presidente del Palermo Dario Mirri ha legato il progetto dello stadio anche alla propria storia personale e familiare, ricordando il legame con il club e con lo storico presidente Renzo Barbera, di cui è nipote: «Da bambino sognavo questo, ancora oggi dopo 8 anni cerco su internet chi è il presidente del Palermo. Ho sempre creduto che Palermo possa consentire ai palermitani di superare la storia. Il Palermo di oggi è quello che ho sognato, quello che il CFG sta costruendo pezzo dopo pezzo con pazienza».Secondo Mirri, proprio l’infrastruttura rappresenta ciò che può lasciare un’eredità duratura al club: «Quando ho iniziato questa avventura mi sono ripromesso di lasciare qualcosa. Non sarà neanche una bellissima promozione, come dalla D alla C e dalla C alla B o quella che riusciremo a fare. Io sono convinto che lo stadio resta quell’elemento sul territorio immobile che possa diventare garanzia per i risultati futuri del Club».E ancora: «Sarebbe una mortificazione non essere individuati tra le cinque città, soprattutto per il percorso avuto. Un privato che porta investimento in Sicilia è un fatto storico».Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i GiovaniIl tema infrastrutturale è stato affrontato anche dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha allargato il ragionamento alla necessità di modernizzare gli stadi italiani in vista di Euro 2032. «I tempi sono scanditi e c’è una competizione in atto. Ci sarà un rush finale che nessuno si sarebbe aspettato. Abbiamo bisogno di stadi moderni, accessibili, funzionali e competitivi».Abodi ha sottolineato come gli investimenti negli impianti vadano letti anche oltre la dimensione calcistica: «I progetti degli stadi sono progetti di rigenerazione urbana che daranno fiducia alle città, non solo in ambito sportivo». Sul progetto siciliano il ministro si è mostrato fiducioso: «Sono convinto che il progetto di Palermo andrà a buon fine. Lo stadio si farà e poi sarà la UEFA a valutare se includerlo o meno negli stadi per Euro 2032».Giovanni Malagò, presidente della FIGCSul percorso di selezione delle sedi è intervenuto anche il presidente della FIGC Giovanni Malagò, soffermandosi sulle prossime scadenze e sui requisiti richiesti ai progetti. «C’era una prima scadenza, quella del 30 luglio. Bisognava individuare gli stadi, non le città. La seconda fase fa parte di un cronoprogramma, che scade molto presto entro la fine del mese su cui c’è una selezione».Malagò ha lasciato aperta la partita in vista della prossima fase: «Magari vanno avanti tutti gli stadi, ho qualche dubbio sinceramente. Alcuni soggetti candidati non hanno i requisiti. Ancora ci sono due settimane, non voglio fare anticipazioni». Il presidente federale ha però sottolineato il lavoro svolto sul progetto siciliano: «Questo evento, questa iniziativa, questo voler raccontare con le istituzioni, con una società così seria, fanno sì che la credibilità di questa candidatura è oggettivamente molto alta».