AGI - Emma "tenace e testarda", "severa ed esigente", caratterizzata da quella "tigna" di cui lei stessa parlava con amici e 'compagni' Radicali. Bonino che con le sue lotte "ha cambiato il Paese e il mondo", "donna delle Istituzioni, senza farsi intrappolare" dai Palazzi stessi che ha frequentato durante la sua esperienza.Il ritratto di Emma Bonino durante i funerali in CampidoglioUn ritratto di Emma Bonino in cui sono inscindibili la dimensione intima e la ribalta pubblica, quello che emerge dalle testimonianze di chi ha condiviso l'impegno insieme a lei, nel partito e nel governo, offerto durante i funerali laici della leader Radicale scomparsa, che si sono tenuti oggi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. D'altronde, come recitava un famoso slogan degli anni '70, fatto proprio da Marco Pannella e i suoi, "il personale è politico". Prime esequie di Stato in Campidoglio, nello stesso luogo dove, il 17 luglio 1998, fu firmato lo Statuto di Roma, il trattato internazionale che ha istituito la Corte Penale Internazionale, una delle cause più importanti portate avanti da Bonino nel corso della sua lunga parabola politica.Presenti tutte le alte cariche dello StatoE, nella Sala della Protomoteca, sono presenti le Alte cariche dello Stato, ex presidenti del Consiglio, esponenti di governo e dell'opposizione. A partire dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. C'è Giorgia Meloni, che siede in prima fila accanto al presidente del Senato, Ignazio La Russa, e al presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, i ministri Carlo Nordio e Marina Elvira Calderone. E poi il vicepresidente della Camera Giorgio Mule' e ben sette ex premier: Matteo Renzi, Enrico Letta, Romano Prodi, Paolo Gentiloni, Massimo D'Alema, Mario Monti, Giuseppe Conte. A rendere omaggio alla storica esponente Radicale, anche Elly Schlein e Angelo Bonelli.Il ricordo di che le è stato vicino in tutta la sua vita politicaAd alternarsi al podio per ricordare "Emma" sono le persone che le sono state vicine in questo lungo tratto di vita politica, e non solo. Inizia Carla Taibi, storica assistente e portavoce, che fatica a trattenere la commozione, davanti al feretro coperto da una bandiera dell'Europa e sormontato da una foto in bianco e nero di Bonino. "Emma è stata ispirazione per molte ragazze, io ero una di quelle", esordisce Taibi, definendola come "maestra, amica a modo suo, ma soprattutto un esempio". "Emma era tenace e testarda, con quella tigna di cui lei stessa parlava - è il ricordo - Precisa e intransigente. Severa con tutti perche' severa ed esigente in prima persona con se stessa". Animatrice di "lotte che hanno cambiato questo Paese e il mondo". Battaglie politiche che hanno avuto sempre il corpo al centro, come sottolinea Filomena Gallo, segretaria dell'Associazione Luca Coscioni. "Emma non si è mai pianta addosso ma ha affrontato il corpo a corpo con il tumore come un'altra delle sue battaglie", ha detto Gallo, andando a ritroso nel tempo, annotando come "in fondo tutto era iniziato proprio dal corpo, da quella interruzione volontaria di gravidanza che non volle vivere come un crimine da nascondere ma facendola diventare una connessione con tante donne, quella connessione tra il suo corpo, fragile e minuto, e le persone vittime di abusi in tutto il mondo".Le parole di Magi e Della VedovaEd è un 'corpo a corpo' con le lacrime che stanno per sgorgare, il tributo di Riccardo Magi, segretario di +Europa, il partito che Bonino ha fondato. Magi, nel filo rosso che unisce tutti gli interventi, tra il pragmatismo e l'idealismo dell'ex commissaria europea ricorda il suo monito a "essere riformatori e non riformisti, termine abusato, come liberali" a "ingaggiare un corpo a corpo per ottenere le riforme, convincendo e persuadendo le classi dirigenti su obiettivi specifici". "Oggi il modo migliore per onorarla è impegnarsi su quello che stava facendo e voleva portare avanti. Noi continueremo a parlare di te al futuro, Ciao Emma", e' il saluto dell' 'allievo' Magi. A sottolineare la sua battaglia politica per gli Stati Uniti d'Europa è, in modo particolare, Benedetto Della Vedova, anche lui di +Europa. "L'Europa miglior destino possibile per noi", dice, ricordando che Bonino diceva che "l'Europa è una zattera in mezzo al fiume, magari anche malmessa, ma se non andiamo avanti e non la spingiamo, affondiamo". "Ci impegneremo a spingere verso gli Stati Uniti d'Europa", e' la 'promessa' di Della Vedova.Prodi e Letta chiudono la cerimonia A chiudere i funerali civili di Stato (è la quarta volta che vengono concessi dopo Nilde Iotti nel 1999, Pietro Ingrao nel 2015 e Giorgio Napolitano nel 2023) sono Prodi e Letta. Entrambi, a Palazzo Chigi, l'hanno scelta come ministro. "La tenacia di Emma nella difesa dei diritti non e' mai venuta meno, noi non abbiamo sempre condiviso tutto ma la battaglia per i deboli e gli indifesi e stata la sua stella polare", racconta il Professore. "Un suo punto fermo e' stato il legame inscindibile tra destino italiano e destino europeo, non mi sono sorpreso per la sua preoccupazione nei confronti dell'andamento del processo europeo", osserva ancora Prodi. Mentre Letta parla di "Emma" come di una persona che suscitava sempre "meraviglia e ammirazione". "Emma appartiene ai giovani, ai giovani di oggi, ogni volta che l'ho invitata a parlare con gli studenti, non la lasciavano andare via. Sapeva che per i giovani era importante avere dei maestri, aveva imparato l'importanza di avere delle figure di riferimento, di cui ti fidi e alla cui parola dai valore", e' l'angolazione scelta dall'ex premier per raccontare una figura che ha attraversato da protagonista la storia del Paese.