Non c’è partito italiano che in questi anni abbia insistito per tornare ad acquistare gas russo più della Lega. Una posizione che è costata a Matteo Salvini più di qualche imbarazzo con gli alleati di governo, costretti in più occasioni a correre ai ripari per scongiurare crisi diplomatiche con gli altri esecutivi europei. Eppure, l’ultima doccia fredda per il leader del Carroccio arriva da meno ce lo si potrebbe aspettare: il Cremlino. La Russia – gli ha risposto oggi il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov – tornerà a esportare gas verso l’Europa solo «se queste forniture saranno vantaggiose, innanzitutto, e se sarà possibile riservare i volumi di gas necessari, poiché molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative».Le parole di Salvini e la risposta di PeskovLe parole di Peskov arrivano in risposta proprio alle affermazioni di Salvini, che alla domanda se l’Italia dovrebbe riattivare gli acquisti di gas da Mosca ha detto: «Quando il conflitto finirà, assolutamente sì. I numeri parlano da soli, basta guardare i costi attuali». E come se non bastassero le ripetute prese di distanza arrivate nei mesi scorsi dai suoi stessi alleati di governo e dai vertici della Commissione europea, ecco che ora è lo stesso Cremlino a mettere in dubbio una ripresa degli approvvigionamenti energetici verso il Vecchio Continente. Si tratta di «una questione commerciale», ha sottolineato Peskov. «Se queste due condizioni si verificheranno», ossia il vantaggio economico per Mosca e la disponibilità effettiva di gas da mandare in Europa, «allora è del tutto possibile discuterne», ha aggiunto.L’incontro a Milano con le aziende che operano in RussiaLe parole di Salvini arrivano all’indomani dell’evento a Milano in cui il vicepremier leghista ha incontrato i rappresentanti delle aziende italiane che hanno scelto di continuare a operare in Russia dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022. Una presenza, quella di Salvini, che secondo l’ambasciatore russo Alexey Paramonov testimonia «l’incipit di un ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso». L’incontro rappresenta l’ennesimo segnale distensivo verso il Cremlino da parte del leader della Lega, peraltro in un momento in cui la maggioranza di governo – ma per la verità anche le opposizioni – appare divisa sull’atteggiamento da mantenere nei confronti della Russia.«Io cerco di essere un piccolo costruttore di pace. Al ministero costruisco ponti, allargo porti e aeroporti, quindi ricostruire ponti di dialogo fra due paesi in conflitto per me è fondamentale», ha dichiarato Salvini in un’intervista all’agenzia di stampa russa Tass. Parole che sanno di posizionamento elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo anno e che puntano con ogni probabilità a due obiettivi: marcare la distanza con Forza Italia e FdI sull’invio di armi a Kiev e tamponare la fuga di consensi verso Roberto Vannacci, che da tempo chiede all’Unione europea di riallacciare i rapporti con Mosca.Foto copertina: ANSA/Alessandro Di Meo | Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo SalviniL'articolo Il Cremlino gela Salvini sul ritorno del gas russo in Italia: «Solo se ne avremo ancora e se ci converrà» proviene da Open.