Sudafrica, uccisa la nona donna in 2 mesi alle porte di Johannesburg: si teme un serial killer

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JOHANNESBURG — Un cantiere ai margini di Dawn Park, l’alba di giovedì, un passante che nota qualcosa tra la polvere e chiama la polizia. È il corpo di una donna, la nona in due mesi nella stessa zona: Ekurhuleni, la municipalità metropolitana a est di Johannesburg che comprende Kempton Park, Boksburg, Springs e la township di Tembisa. Lo riferisce l’Associated Press, che cita il commissario provinciale facente funzioni del Gauteng, il maggior generale Fred Kekana: la vittima non è stata identificata, ha circa trent’anni, una ferita da arma da taglio al fianco e la gola apparentemente tagliata. I periti non hanno ancora stabilito la causa della morte.Il conto, intanto, fa paura a tutto il Sudafrica: nove donne trovate morte dalla metà di luglio, quasi tutte nella stessa fascia di territorio, molte con caratteristiche simili — corpi parzialmente nudi, tumefatti, abbandonati in campi aperti o lungo l’autostrada R21, secondo la ricostruzione dell’Agence France-Presse. Somiglianze abbastanza inquietanti da spingere la polizia a diramare un allarme pubblico. Il presidente Cyril Ramaphosa ha ordinato che l’indagine abbia priorità assoluta.La domanda che il Paese si fa è una sola: c’è un serial killer? La polizia non lo dice, ma non lo esclude. «Gli investigatori stanno considerando tutte le possibilità, compresa quella di più sospetti o di autori distinti», ha detto mercoledì Kekana. E sulla nona vittima la portavoce nazionale della polizia è stata ancora più netta: «Per ora non colleghiamo questo corpo agli altri, ma non escludiamo che possa esserlo».Kekana ha anche chiesto ai cittadini di non far circolare sui social le foto dei cadaveri né notizie non verificate: alimentano il panico e — ha avvertito — rischiano di incoraggiare emulatori.Due mesi, nove corpiLa serie comincia il 15 luglio: una donna di 37 anni trovata in un campo presso la R21, a Kempton Park. Per quel caso c’è un arrestato, il compagno, ancora in cella — l’unico fermo di tutta la vicenda. Poi il 3 agosto Itumeleng Kekana, 32 anni, scomparsa da metà luglio e ritrovata a Pomona con molte coltellate; il 24 agosto un’altra trentaduenne lungo la stessa autostrada; il 7 settembre un corpo in un fiume vicino al centro commerciale di Tembisa; il 10 settembre una donna nuda e in decomposizione presso Kempton Park; il 15 settembre una vittima sui trent’anni dietro un locale notturno di KwaThema, a Springs. Solo due donne hanno un nome: Itumeleng Kekana ed Elizabeth Moselakgomo, 38 anni. «In questo Paese siamo prede», ha scritto sui social un’amica di una delle vittime.Il governo ha reagito con una stretta visibile. Il ministro della Polizia ad interim, il giurista Firoz Cachalia, ha annunciato un presidio straordinario — di fatto un coprifuoco operativo — su Kempton Park e le zone vicine, pur frenando: troppo presto per parlare di uno schema. Una squadra multidisciplinare mette insieme detective, medici legali, intelligence criminale e unità speciali. Sul tavolo anche le ricompense: 400.000 rand offerti dalla polizia, mezzo milione dalla Democratic Alliance, il principale partito d’opposizione.Ma dietro il caso c’è un dato che pesa più di ogni ipotesi investigativa: secondo le statistiche trimestrali della stessa polizia, in Sudafrica 569 donne sono state uccise in tre mesi. Ramaphosa ha definito la violenza di genere una crisi nazionale già nel 2025. Nove corpi dopo, nessun arresto per la serie, nessuna identità per l’ultima vittima e una sola certezza: a Ekurhuleni le donne continuano a sparire, e a essere ritrovate troppo tardi.