La Polizia di Imperia in collaborazione con il Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Torino hanno notificato cento avvisi di chiusura delle indagini ad altrettanti soggetti, che avrebbero condotto attività di spaccio all’interno del carcere di Sanremo, la Casa Circondariale di Valle Armea. L’indagine è nata dal ritrovamento di sostanze stupefacenti, cellulari e armi artigianali e ha permesso di ricostruire il modo in cui arrivava e veniva spacciata la droga all’interno del carcere.La ricostruzione dell’indagineSecondo gli inquirenti la droga arrivava all’interno dell’Istituto da persone esterne che si mettevano in contatto con i detenuti attraverso cellulari e messaggi sui social. Poi veniva rivenduta a prezzi molto più alti rispetto a quelli del mercato esterno. Le indagini hanno permesso di rivelare un’attività di spaccio, in particolare nelle aree comuni del carcere e nella biblioteca, che il 9 dicembre del 2023 ha portato a violenti scontri tra due fazioni del carcere che hanno portato anche a diversi feriti.La psicologa e l’agente di PoliziaSono state rinvenute, grazie a una serie di perquisizioni, sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e armi rudimentali di produzione artigianale. Inoltre, sono stati coinvolti nelle indagini anche una psicologa del penitenziario, accusata di aver consegnato in diverse occasioni oggetti vietati ai detenuti, e un agente della Polizia Penitenziaria che avrebbe dichiarato il falso durante l’episodio della rissa.L'articolo Sanremo, 100 indagati per il giro di spaccio nella biblioteca del carcere: come entrava la droga nella struttura proviene da Open.