Sicurezza del paziente, verso il primo Piano nazionale

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Negare l’errore in sanità fa male alla salute dei pazienti. Ma in Italia “la cultura della sicurezza delle cure sta crescendo in modo costante, ed è sempre più centrata su un approccio teso a prevenire l’insorgenza e il ripetersi di eventi avversi”. Lo ha ricordato il ministro della Salute Orazio Schillaci, annunciando dall’ottava Giornata nazionale per la sicurezza delle cure una novità per il nostro Paese: il primo Piano Nazionale per la Sicurezza del Paziente. Ma di che si tratta? A quanto apprende LaPresse, il Piano prevede una serie di azioni trasversali a garanzia della sicurezza delle cure. Le Regioni avranno a disposizione azioni specifiche e precisi indicatori per monitorare e prevenire eventuali cause di errori in sanità. Nel mirino ‘eventi sentinella’ come ritardi nella diagnosi, caduta del paziente in ospedale, infezioni ospedaliere, confusione con somministrazioni di farmaci errati. Episodi che possono essere prevenuti.Tempi e dettagli del Piano Che cosa sappiamo sul nuovo Piano? I lavori sono in corso e il ministro punta a chiudere in tempi brevi. “Con le Regioni e gli esperti di risk management stiamo costruendo un sistema di prevenzione e gestione del rischio solido, moderno, capace di apprendere e migliorare. In questa direzione va l’avvio delle attività di predisposizione del Piano”. Un’iniziativa che “si ispira al Global Patient Safety Action Plan dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, contestualizzandolo nella realtà italiana” ha aggiunto Schillaci nel suo intervento a Lungotevere Ripa. L’obiettivo è quello di portare il Piano nazionale per la sicurezza dei pazienti alla Conferenza delle Regioni entro fine anno. Malattie non trasmissibili e morti evitabiliSchillaci ha parlato anche di malattie croniche, “oggi la principale causa di morte e disabilità nel mondo, essendo responsabili di circa il 74% dei decessi. Tra queste patologie, le malattie cardiovascolari si confermano il killer principale con quasi 18 milioni di decessi all’anno, seguite dai tumori (oltre 9 milioni), dalle malattie respiratorie croniche (circa 4 milioni) e dal diabete (1,5 milioni)”.“Ma il dato che dovrebbe farci riflettere è quel milione e 800 mila morti evitabili a livello europeo, soprattutto oggi che disponiamo di tutti gli strumenti per poter ridurre in maniera incisiva il tasso di mortalità per queste patologie”, ha affermato il ministro, ricordando che l’Italia vanta dati nettamente migliori rispetto alla media Ocse in relazione alla mortalità evitabile. “Un risultato di cui dobbiamo essere fieri e che deve spingerci a fare sempre meglio per garantire a tutti cure sicure e di qualità”.Due domande per una maggior sicurezza delle cure“Le domande che oggi dobbiamo porci sono: come stiamo garantendo a questi pazienti cure sicure e di qualità? E quali azioni stiamo perfezionando per ridurre il verificarsi di eventi avversi?  L’attività di monitoraggio degli eventi sentinella condotta dal ministero della Salute si sta rivelando strumento strategico per rafforzare la sicurezza delle cure. Ciò anche grazie a un cambiamento culturale che ha reso possibile un aumento della segnalazione dell’errore“. Non un’ammissione di colpa, “ma uno strumento di miglioramento del sistema e dell’erogazione delle cure, come processo di apprendimento dall’errore”, ha evidenziato Schillaci. Nel mirino del ministro e dei suoi tecnici, “gli eventi sentinella”: errori o ritardi di diagnosi medica, sbagli nella terapia farmacologica, o dovuti anche al malfunzionamento di dispositivi, che “portano decessi e danni ai pazienti. Non ci può consolare che – come mostrano i report degli anni precedenti – si tratta di percentuali molto basse, considerato che si tratta di errori che potevano essere evitati. Da medico – ha ricordato Schillaci – so bene che l’errore è umano, ma so altrettanto bene che quando un’organizzazione sanitaria conta su un’unità di gestione del rischio clinico ben rodata, si riduce notevolmente le probabilità di un errore medico”.Il ruolo delle tecnologieSul fronte della sicurezza dei pazienti un prezioso alleato arriva dalle tecnologie. “Strumenti come digitalizzazione, telemedicina, condivisione dei dati, fascicolo sanitario elettronico 2.0 e un impegno sinergico tra ministero della Salute, Agenas e collaborazione proattiva con le Regioni, ci hanno permesso di iniziare finalmente a produrre delle evidenze che ci consentono di andare a vedere dove si annidano alcune sacche di inefficienza”, ha detto Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute.“Insieme alle Regioni stiamo cercando di ridurre queste inefficienze e far sì che il sistema sia il più omogeneo possibile”, ha aggiunto Mennini a margine dell’incontro, ricordando l’importanza “del coinvolgimento dei pazienti stessi. Questo è l’approccio che stiamo seguendo, non solo per le malattie non trasmissibili. Il paziente ora viene considerato un partner lungo tutto questo percorso”. Il nuovo Piano nazionale per la sicurezza del paziente “ci aiuterà ancora di più nel futuro prossimo a far sì – chiosa Mennini – che il sistema possa monitorare maggiormente i servizi e garantire una migliore sicurezza”. E questo in tutto il PaeseAggiornamento raccomandazioni sulla sicurezza delle cure dei malati croniciSul fronte delle malattie non trasmissibili, c’è un’altra novità. “Stiamo lavorando all’aggiornamento di raccomandazioni ministeriali che possono realmente rendere più sicura l’assistenza a questi pazienti. Mi riferisco agli errori commessi nella somministrazione di farmaci, dovuti per esempio alla somiglianza delle confezioni, o all’errore dovuto al malfunzionamento dei dispositivi medici, diffusi sia a livello ospedaliero che territoriale”, ha concluso Schillaci, con “la convinzione che la sicurezza delle cure è un impegno che si rinnova ogni giorno”.Francesco Saverio Mennini alla Giornata nazionale per la sicurezza delle cureQuesto articolo Sicurezza del paziente, verso il primo Piano nazionale proviene da LaPresse