Plich (Avanzanite) e le eccellenze di scienza efarmaceutica in Italia

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Gli italiani “sottovalutano davvero il valore che possiedono, e questa è una questione di portata enorme. Prendiamo una delle eccellenze del vostro Paese: gli scienziati. Sono ai vertici mondiali e sono loro a plasmare il futuro della tecnologia. Poi ci sono aziende leader globali nella produzione industriale. E non parlo solo di auto o settori simili: l’Italia è uno dei maggiori esportatori di farmaci al mondo. E questo è un dato di fatto”. Parola di Adam Plich, founder & Ceo di Avanzanite Bioscience, che sottolinea la “modestia” del nostro Paese analizzando sfide e opportunità per la farmaceutica con LaSalute di LaPresse, a margine della presentazione a Roma del Mediterranean Network for Haemoglobinopathies. L’Europa e le sfide per chi punta a introdurre farmaci innovativiPer Plich le tensioni tra Stati Uniti ed Europa in tema di farmaceutica possono essere osservate “da diverse prospettive. Spesso si tende a lamentarsi delle tensioni tra le diverse regioni del mondo, della mancanza di uniformità o di politiche divergenti, anziché adottare un approccio più costruttivo. La situazione in Europa è complessa: bisogna considerare la complessità di gestire 32 giurisdizioni diverse. Cercare di integrare e introdurre nuovi farmaci in questi 32 mercati è una sfida enorme. Non sorprende, quindi, che molte aziende scelgano di basarsi negli Stati Uniti, evitando le complessità del contesto europeo e le dinamiche legate alle amministrazioni americane. Noi, invece, abbiamo affrontato questo tema fin dal primo giorno”, ha sottolineato il numero uno di Avanzanite.“Abbiamo strutturato l’azienda sin dall’inizio per farci trovare pronti ad affrontare simili dinamiche, dato che non si tratta di una novità recente, sebbene le amministrazioni Usa abbiano talvolta amplificato il fenomeno”, ha rivendicato Adam Plich.Per operare efficacemente in Europa sul fronte della farmaceutica “è necessario costruire un’organizzazione basata su un modello a piattaforma. Avendo competenze diffuse in ogni singolo Paese europeo – siamo presenti direttamente in Italia, Germania, Bulgaria, Polonia e altri ancora – e progettando l’organizzazione con questa visione fin dall’inizio, si possono sviluppare le capacità giuste e si raggiunge la scala necessaria”. “Maggiore è la scala, più prodotti si possono integrare. Inoltre gestendo positivamente le relazioni locali e comprendendo le dinamiche con gli stakeholder e i sistemi sanitari di ogni singolo Paese, si riesce davvero a integrare efficacemente questi prodotti quando si interagisce con gli attori chiave del settore farmaceutico. Molti infatti si trovano a Boston, negli Stati Uniti, anche se in questo periodo potrebbero essere in Cina. Ebbene, noi bbiamo strutturato l’azienda fin dal primo giorno sapendo a cosa saremmo andati incontro”, chiarisce il founder di Avanzanite Bioscience.L’Italia in una posizione privilegiata Qual è il ruolo dell’Italia in questo contesto? “L’Italia occupa una posizione privilegiata e fondamentale. Credo che l’atteggiamento sia molto costruttivo – non solo ora, ma da sempre – sia da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che del Parlamento, indipendentemente dallo schieramento politico: l‘obiettivo è davvero favorire l’accesso all’innovazione. Se si guarda all’accessibilità dei farmaci in Italia, devo dire che è ​​davvero ottima. E questo sempre un punto di forza. Rispetto ad altri Paesi – come Francia, Regno Unito, Spagna – il vostro è all’avanguardia nel garantire l’accesso ai farmaci per i cittadini. Quindi, onestamente, per l’Italia non è una questione di se, ma di come possiamo portare avanti l’innovazione”, conclude il Ceo di Avanzanite Bioscience.Adam Plich, founder & Ceo di Avanzanite BioscienceQuesto articolo Plich (Avanzanite) e le eccellenze di scienza e farmaceutica in Italia proviene da LaPresse