Un secolo fa, il grande uragano che rase al suolo Miami

Wait 5 sec.

La città di Miami dormiva, la notte tra il 17 e il 18 settembre 1926. La notte era scesa su una città «nuova», che negli ultimi due decenni aveva avuto uno sviluppo impressionante. Per il fatto che la ferrovia la raggiunse già all’alba del secolo XX, le opere di bonifica, il clima e la disponibilità di terreni avevano attirato un gran numero di cittadini nuovi, tanto che la popolazione di Miami era cresciuta di quattro volte tra il 1910 e il 1920.Ma la zona, tanto apprezzata per la mitezza degli inverni e per la famosa riviera di Miami Beach, era storicamente bersaglio di uragani tropicali provenienti dall’Atlantico, Già nel 1909 e nel 1910 la furia della tempesta aveva colpito poco lontano, nella zona delle Florida Keys, mentre l’anno precedente, il 1°dicembre 1925, un uragano tardivo aveva causato danni ad alcune infrastrutture della «Magic city» affacciata sull’oceano.La notte dell’11 settembre 1926 alcune navi in transito nell’Atlantico tropicale lanciarono l’allarme per una tempesta tropicale nata a est delle Piccole Antille. L’US Weather Bureau di Washington sottovalutò la segnalazione, tanto che le prime comunicazioni dell’ente datarono 14 settembre, lo stesso giorno in cui la nave mercantile «Matura» segnalò l’intensificazione del fenomeno cresciuto ad uragano. Il movimento del ciclone seguiva una direzione Ovest-Nordovest, puntando dritto alla Florida. Il 16 settembre registrò venti a 240 Km/h, raggiungendo la «Categoria 4» (tra le più alte) mentre passava nei pressi delle Bahamas. Il primo «avviso di tempesta da Nordest» per la popolazione arrivò dal Weather Bureau tardissimo. Alle 23 dello stesso giorno, arrivò alla fine l’«allerta uragano». Mancavano meno di 6 ore all’impatto stimato con la terraferma.L’allarme arriva troppo tardi: il ciclone punta sulla FloridaTroppo tardi perché la popolazione potesse mettersi in sicurezza. La città dormiva e molti dei nuovi abitanti di Miami, poco avvezzi al fenomeno naturale devastante degli uragani, sottovalutarono gli appelli senza mettere in sicurezza sé stessi e le loro abitazioni. Quando si svegliarono, molti di loro neppure erano a conoscenza dei comunicati del Weather Bureau. Alle prime ore del mattino del 18 settembre l’uragano toccò terra nei pressi di Palmetto Bay accompagnato da venti a 230 Km/h che polverizzarono tutto quello che incontravano lungo il cammino. L’uragano portò anche con sé una devastante «shock wave», un’onda di tempesta alta circa 5 metri. L’acqua penetrò per diversi chilometri nell’entroterra, allagando alberghi e abitazioni e trascinando imbarcazioni e strutture costiere per diversi isolati lontano dalla baia.L’uragano si allontanò da Miami nel pomeriggio del 18 settembre. Dopo aver devastato la città, attraversò la Florida, entrò nel Golfo del Messico e raggiunse nuovamente la terraferma tra Florida e Alabama, per poi risalire lungo la costa del Mississippi fino alla Louisiana.372 morti e danni record: la Florida entra nella crisi economicaIl bilancio delle vittime e dei danni fu impressionante. La Croce Rossa contò 372 morti e 6.000 feriti. Le abitazioni distrutte furono 4.700 che generarono 25.000 senzatetto. I danni ammontavano a circa 164 miliardi di dollari odierni.Gli effetti del grande uragano del 1926 segnarono profondamente lo sviluppo economico della Florida, proiettandola con tre anni di anticipo nella «grande depressione» che dal 1929 colpì gli Stati Uniti. Per Miami, la ripresa dovette attendere due decenni fino ai primi anni del secondo dopoguerra.Una fabbrica di Miami colpita dall’uragano (Noaa)Il grand hotel e casinò Deauvilkle danneggiato dall’uragano (Noaa)Un’automobile giace tra i detriti dopo essere stata proiettata dall’uragano (Noaa)Una corvetta della Guardia Costiera di Miami spinta a riva dall’uragano (Noaa)L'articolo Un secolo fa, il grande uragano che rase al suolo Miami proviene da La Verità.