A giugno il consiglio di classe aveva deciso di bocciarlo. Quattro insufficienze, in latino, matematica, scienze motorie e in una lingua straniera, per uno studente di una scuola superiore di Lodi con una forma lieve di autismo. La prima decisione era arrivata il 10 giugno, quando gli insegnanti avevano deciso a maggioranza di non ammetterlo alla seconda superiore. Secondo i docenti, il ragazzo aveva dimostrato di svolgere uno «studio e impegno selettivi» e a un «metodo di studio non adeguato». Ma davanti a quella che è sembrata un’ingiustizia, la famiglia dello studente ha deciso di ricorrere al Tar Lombardia.Il ricorso della famiglia e la decisione del TarI genitori hanno presentato ricorso ai giudici amministrativi, contestando la motivazione della bocciatura. Il 28 luglio, il tribunale ha sospeso in via cautelare la decisione della scuola, rimandando al consiglio di classe perché rivedesse la valutazione finale sullo studente. I giudici hanno accolto il ricorso della famiglia, chiedendo ai docenti di rivedere la decisione sulla bocciatura anche alla luce delle condizione dello studente. Oltre a quanto previsto dal piano didattico personalizzato predisposto dalla scuola all’inizio dell’anno.Perché la scuola ha annullato la bocciaturaA fine agosto l’istituto ha quindi riconvocato il consiglio di classe con la stessa composizione dello scrutinio di giugno. Dopo una nuova valutazione, la scuola ha scelto di annullare in autotutela la precedente bocciatura e di ammettere lo studente alla seconda superiore. La nuova decisione ha fatto venir meno anche la necessità di proseguire il giudizio amministrativo. Per lo studente invece si sono aperte le porte per l’accesso alla seconda superiore.L'articolo Bocciato per troppe insufficienze, il ragazzo con autismo si rivolge al Tar: perché i giudici gli hanno dato ragione proviene da Open.